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Il ruolo del docente: tra codice paterno e materno nella scuola

La scuola moderna richiede equilibrio: il ruolo del docente tra regole e cura.

Il ruolo del docente: tra codice paterno e materno nella scuola

Photo by Max Fischer on Pexels

Ogni mattina, tra i banchi di scuola, si consuma una sfida invisibile ma decisiva: quella di gestire la complessità delle relazioni umane senza smarrire il senso dell'autorità e della cura. Spesso, il docente si trova schiacciato tra la necessità di imporre una disciplina, indispensabile per il funzionamento della classe, e il desiderio di instaurare un legame empatico con i propri studenti. Massimo Recalcati, intervenendo all'8° Congresso Nazionale Uilca, ha offerto una chiave di lettura illuminante su questo dualismo, definendo i due pilastri su cui poggia ogni istituzione educativa: il codice paterno e il codice materno.

Il codice paterno non va confuso con una forma di autoritarismo rigido o repressivo. Al contrario, esso rappresenta la legge, il confine che permette alla comunità di esistere. Quando un insegnante stabilisce delle regole, non sta limitando la libertà degli alunni, ma sta offrendo loro la struttura necessaria per crescere. Come sottolineato dallo psicoanalista, il limite è la condizione stessa per diventare umani: senza il senso dell'impossibile, la comunità si sgretola.

Una istituzione, una famiglia, una classe respira bene quando sa dire “no” senza godere del potere che esercita.

Dall'altro lato, il codice materno introduce la dimensione della cura e del riconoscimento dell'unicità. In un sistema scolastico che spesso rischia di ridurre gli studenti a semplici numeri di registro, la capacità del docente di distinguere il nome dal numero diventa un atto rivoluzionario. Riconoscere l'identità di ogni singolo studente, chiamandolo per nome e ascoltando le sue necessità, significa evitare che l'istituzione si trasformi in un meccanismo burocratico privo di vita. È proprio in questo spazio di ascolto che si previene la dispersione scolastica e si favorisce un apprendimento significativo.

Equilibrio tra norma e relazione nella didattica

Il rischio, per chi opera nel mondo della scuola, è quello di sbilanciarsi eccessivamente verso uno dei due codici. Un'istituzione che privilegia solo il paterno rischia di soffocare sotto il peso della burocrazia e di una disciplina sterile. Al contrario, un ambiente che punta esclusivamente sul materno può smarrirsi nell'inconcludenza, dove la creatività non trova mai una forma concreta. La sfida per il docente contemporaneo consiste nel saper integrare entrambi gli aspetti, trasformando la norma in un supporto per la crescita e la cura in un motore per l'autonomia.

Per affrontare le sfide della didattica moderna, che richiede competenze relazionali e digitali sempre più raffinate, è fondamentale che il docente investa nella propria formazione continua. Acquisire strumenti certificati non solo arricchisce il curriculum, ma fornisce le basi metodologiche per gestire con consapevolezza le dinamiche di classe, garantendo un approccio professionale che sappia coniugare rigore e attenzione al singolo.

Per approfondire: CEMFORM propone la certificazione IDCERT DigCompEdu, pensata per potenziare le competenze digitali dei docenti e migliorare la qualità della relazione educativa attraverso l'innovazione tecnologica.

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