La gestione delle immissioni in ruolo 2026 rappresenta un momento cruciale per migliaia di docenti, con dubbi che si concentrano spesso sulle modalità operative della fase 2. La questione centrale riguarda l'ordine di priorità con cui vengono assegnate le sedi scolastiche ai candidati aventi titolo, un passaggio che determina la stabilità professionale e la collocazione geografica del personale scolastico.
A fare chiarezza su questo meccanismo è intervenuta Chiara Cozzetto, della segreteria nazionale ANIEF, sottolineando come la normativa vigente non lasci spazio a interpretazioni arbitrarie. Il riferimento normativo principale è rappresentato dall'allegato A alle istruzioni operative del DM n. 136 del 10 luglio 2026, che definisce in modo inequivocabile la gerarchia delle procedure di nomina.
Priorità nelle immissioni in ruolo: il ruolo delle GM
Secondo quanto stabilito, le operazioni di assegnazione delle sedi seguono un ordine preciso: i candidati inseriti nelle Graduatorie di Merito (GM) hanno sempre la precedenza rispetto a coloro che sono presenti nelle Graduatorie a esaurimento (GAE). Solo dopo aver completato le operazioni relative alle GM si procede con lo scorrimento delle GAE, garantendo così il rispetto delle procedure concorsuali.
L'assegnazione delle sedi ai candidati individuati avviene sulla base dell'ordine di individuazione sulla singola provincia e classe di concorso, dando priorità ai candidati delle procedure concorsuali.
È importante notare che, all'interno di ciascun gruppo, l'assegnazione della sede è subordinata alle tutele previste dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104. In particolare, la priorità viene assicurata nell'ordine stabilito dall'articolo 21, dall'articolo 33 comma 6, e dall'articolo 33 commi 5 e 7. Tali criteri di precedenza rimangono validi anche nel caso in cui si rendano necessari ulteriori turni di nomina, a seguito di rinunce o di posti rimasti vacanti dopo la prima tornata.
La complessità delle operazioni, che spaziano dalla gestione delle cattedre orario esterne (COE) alla corretta indicazione delle preferenze nelle 150 sedi, richiede ai docenti una preparazione accurata. Oltre alla conoscenza delle procedure di nomina, il possesso di titoli certificati può fare la differenza nel punteggio complessivo e nella gestione della propria posizione nelle graduatorie, specialmente in un contesto di crescente digitalizzazione della didattica.
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