Le segreterie scolastiche continuano a fare i conti con una carenza strutturale di personale direttivo, mentre il dibattito sulle immissioni in ruolo DSGA si accende attorno a numeri giudicati del tutto insufficienti dai sindacati. Durante un recente approfondimento trasmesso da Orizzonte Scuola, Cristina Dal Pino della segreteria nazionale ANIEF ha fotografato una mappa delle assunzioni caratterizzata da forti sperequazioni geografiche e da centinaia di posti che rischiano di restare scoperti, compromettendo la regolarità dell'avvio dell'anno scolastico in molte province.
La criticità non risiede unicamente nella quantificazione numerica dei posti messi a bando, ma nell'architettura stessa dei canali di reclutamento, regolati da decreti ministeriali che faticano a recepire le reali dinamiche del fabbisogno amministrativo. L'evoluzione del ruolo del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi — oggi inquadrato giuridicamente come funzionario con elevate qualificazioni — richiede competenze manageriali e giuridiche sempre più complesse, rese ancor più gravose dalla gestione dei fondi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dai rinnovi contrattuali del comparto Istruzione e Ricerca.
Complessivamente sono state autorizzate 326 immissioni in ruolo per i funzionari con elevate qualificazioni, ma oltre un posto su cinque si concentra in un'unica regione, il Lazio, che registra 67 assunzioni dal concorso ordinario. Altre aree registrano volumi decisamente inferiori, come le 50 unità previste in Emilia-Romagna, le 45 in Toscana e le 25 nelle Marche, mentre scendendo lungo la penisola i dati si assottigliano drasticamente con sette nomine in Umbria, sei in Liguria, quattro in Piemonte e appena tre in Calabria.
Questa forte asimmetria territoriale penalizza in modo particolare gli istituti del Centro-Sud, dove le reggenze — affidate spesso a facenti funzione già oberati dagli impegni della propria scuola di titolarità — rappresentano ormai la norma anziché l'eccezione. Una situazione di perenne provvisorietà che si ripercuote direttamente sulla qualità dei servizi erogati all'utenza e sulla tempestività nella gestione delle graduatorie d'istituto, delle pratiche pensionistiche e dei pagamenti delle supplenze brevi.
La situazione si aggrava ulteriormente in territori dove il contingente azzera le aspettative dei candidati idonei. Il Molise non presenta alcuna immissione autorizzata, il Friuli Venezia Giulia resta a quota zero e in Lombardia la criticità principale riguarda l'esaurimento totale dei candidati utilmente collocati nelle graduatorie del concorso ordinario, lasciando scoperte sedi fondamentali per la gestione amministrativa degli istituti.
Le risorse autorizzate non bastano a coprire le reali necessità degli istituti, lasciando scoperte centinaia di sedi in tutta Italia.
Il riparto delle nomine si divide tra le graduatorie del concorso ordinario e quelle della procedura valutativa, creando una geometria variabile che vede ad esempio la Puglia muoversi su 16 nomine ordinarie e 15 valutative, la Sicilia attestarsi su 11 unità per ciascun canale e il Veneto fermarsi a un solo posto valutativo e due ordinari. A fronte di ben 663 disponibilità che rimarranno senza nomina, l'organizzazione sindacale torna a invocare l'introduzione di una mini call a livello nazionale per attingere alle graduatorie di altre regioni e saturare i posti vacanti.
L'ipotesi della mini call veloce, già sperimentata con alterne fortune per il corpo docente, permetterebbe di scorrere le graduatorie degli idonei anche fuori dalla regione di pertinenza, offrendo una boccata d'ossigeno agli uffici scolastici regionali in sofferenza cronica. Tuttavia, l'assenza di un intervento normativo strutturale rischia di riproporre lo stesso identico collo di bottiglia anche nei prossimi cicli concorsuali, evidenziando il distacco tra la programmazione ministeriale e la geografia reale del fabbisogno scolastico.
Chi lavora nel comparto sa bene quanto la figura del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi sia il fulcro operativo di ogni istituto, eppure la gestione dei contingenti continua a muoversi a rilento. In questo scenario di profonda trasformazione della macchina amministrativa scolastica, le opportunità di carriera interna rappresentano una leva imprescindibile per valorizzare le competenze maturate sul campo. Per chi punta a migliorare la propria posizione nel personale ATA o a intraprendere percorsi di crescita professionale all'interno della scuola, acquisire titoli specifici resta una strategia fondamentale per farsi trovare pronti di fronte ai prossimi bandi di mobilità e aggiornamento delle graduatorie.
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