La caccia ai docenti di lingua cinese continua a registrare passaggi formali complessi nelle scuole superiori italiane. Questa volta il faro si accende sulla Puglia, precisamente a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, dove le graduatorie ordinarie e provinciali risultano completamente esaurite per una specifica classe di concorso.
Il Liceo Scientifico e Linguistico Statale “Orazio Tedone” ha ufficialmente pubblicato un interpello nazionale per la classe di concorso B-02 Conversazione in lingua straniera (Cinese). L'obiettivo dell'istituto barese è coprire una supplenza che durerà fino al termine delle attività didattiche, un incarico di notevole durata che fa gola a molti ma che si scontra con la cronica carenza di specialisti abilitati sul territorio.
Questo fenomeno non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un trend nazionale ben preciso che vede l'offerta formativa linguistica delle scuole superiori italiane in netta espansione, a fronte tuttavia di un corpo docente ancora insufficiente a coprire la domanda. Negli anni recenti, l'introduzione e il consolidamento del cinese nei piani di studio dei licei linguistici hanno registrato un incremento delle iscrizioni superiore al 30%, trainato dalla crescente rilevanza geopolitica ed economica della Cina sui mercati globali. Molti istituti, tuttavia, si trovano a gestire cattedre scoperte proprio all'avvio dell'anno scolastico.
Ma cosa comporta operativamente questo avviso pubblico? E chi può candidarsi?
L'istituto ricorre a questo strumento in virtù del quadro normativo introdotto dalla recente Ordinanza Ministeriale sulle supplenze (ispirata al nuovo regolamento supplenze e alle disposizioni del Decreto Ministeriale di aggiornamento delle GPS). Quando le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e le Graduatorie d'Istituto (GI) si esauriscono completamente — arrivando persino a depennare o a non trovare riscontro nei elenchi di istituto delle province viciniori —, il dirigente scolastico ha il dovere di pubblicare un interpello pubblico. Tale avviso decade dall'obbligo di territorialità stretta, aprendo le porte a candidature spontanee provenienti da tutto il territorio nazionale.
La pubblicazione di un interpello su scala nazionale dimostra quanto sia difficile reperire docenti di lingua cinese nelle graduatorie provinciali tradizionali.
Il provvedimento, registrato con protocollo n. 8103 del 12 settembre 2026, si rivolge a tutti i docenti in possesso dei requisiti specifici per l'insegnamento della conversazione in cinese. La procedura straordinaria, normata dalle disposizioni vigenti sulle supplenze, permette alle scuole di attingere al di fuori delle solite graduatorie attraverso candidature dirette.
Dal punto di vista dei requisiti di accesso per la classe di concorso B-02 (relativa alle conversazioni in lingua straniera), la normativa richiede solitamente il possesso di titoli specifici, spesso legati alla madrelingua o a un'eccellente competenza certificata, unita a titoli di studio accademici riconosciuti. Tuttavia, l'aspetto più critico per gli aspiranti docenti riguarda la conformità dei titoli di accesso esteri (eventuali lauree conseguite in università della Repubblica Popolare Cinese o in altri atenei internazionali), che devono essere debitamente tradotti, legalizzati e accompagnati da una dichiarazione di valore o da procedure di equivalenza comparabile, pena l'esclusione automatica dalla valutazione dell'istanza da parte della segreteria scolastica.
Un altro elemento di rilievo riguarda le implicazioni pratiche per il personale ATA e la segreteria del Liceo Tedone. La gestione di un interpello nazionale comporta un carico di lavoro straordinario: in pochissimi giorni gli uffici amministrativi si trovano a dover protocollare, esaminare e graduare centinaia di Curriculum Vitae e istanze pervenute via PEC da ogni angolo d'Italia. I criteri di valutazione, pur seguendo le tabelle ministeriali generali, devono essere applicati con rapidità per evitare di lasciare gli studenti senza guida didattica per settimane.
Gli interessati devono monitorare attentamente il sito ufficiale dell'istituto o la sezione dedicata dell'USP di Bari per verificare le modalità di invio dell'istanza e i termini di scadenza fissati dalla dirigente scolastica. Trattandosi di un interpello nazionale, la concorrenza potrebbe arrivare da ogni regione, trasformando la selezione in una vera e propria corsa contro il tempo per assicurarsi la cattedra fino a giugno.
Per i professionisti del settore e per i laureati in lingue orientali che guardano al mondo della scuola come a uno sbocco lavorativo stabile, monitorare costantemente i portali delle scuole polo e gli albi pretorio delle istituzioni scolastiche rappresenta ormai una strategia imprescindibile. La carenza di docenti di cinese, così come di altre lingue rare o orientali, è destinata a rimanere una costante nei prossimi anni accademici, confermando l'interpello nazionale come uno dei canali di reclutamento più dinamici e imprevedibili del sistema scolastico italiano.


