Formazione & Certificazioni

Laurea lampo e docenti: il monito di Enrico Galiano contro il mito della velocità

La laurea in tempi record fa discutere la scuola. Lo scrittore Enrico Galiano mette in guardia dal mito della laurea sprint e della performance.

Laurea lampo e docenti: il monito di Enrico Galiano contro il mito della velocità

Photo by zeynep beste on Pexels

La notizia della triennale in Scienze dell'Educazione completata in meno di due anni all'Università Bicocca ha rapidamente occupato le cronache nazionali. Al centro dell'attenzione c'è Deborah, studentessa che ha superato 24 esami in sedici mesi, alternando sessioni da dieci prove e ritmi di studio che partivano dalle cinque del mattino. Un tour de force ammirevole, arricchito dalla gestione simultanea di tre lavori come educatrice e istruttrice di ginnastica.

Mentre i social celebravano questa performance come un trionfo di resilienza, la reazione del mondo scolastico non è stata unanime. Ma quanti docenti e studenti sono realmente in grado di sostenere ritmi simili senza compromettere la propria salute psicofisica? A sollevare dubbi sul messaggio veicolato da simili storie è stato il professor Enrico Galiano, docente e scrittore, che ha invitato a riflettori accesi sui rischi di una narrazione incentrata unicamente sulla velocità.

Analizzando il fenomeno dal punto di vista sociologico e pedagogico, gli esperti evidenziano come la pressione da prestazione nell'istruzione superiore stia raggiungendo livelli critici. Secondo recenti indagini sul benessere universitario, oltre il 40% degli studenti sperimenta ansia cronica legata al rispetto delle scadenze e al confronto costante con i ritmi dei propri pari. Trasformare l'eccezione del percorso "lampo" nello standard di riferimento alimenta una percezione distorta dell'impegno accademico, facendo passare il normale completamento degli anni di corso quasi come una forma di lentezza ingiustificata.

Attraverso una riflessione pubblica, il professore ha posto l'accento su un effetto collaterale spesso sottovalutato: il senso di inadeguatezza che può colpire chi segue un percorso di studi tradizionale o rallentato da imprevisti familiari ed economici.

Il successo non è una gara di velocità: viaggiare con i propri tempi deve continuare a essere considerato normale.
Paragonando il percorso accademico a un viaggio tra Milano e Napoli, Galiano ha ricordato che scegliere la bicicletta al posto dell'aereo permette di accumulare esperienze e consapevolezze che un tragitto lampo inevitabilmente taglia fuori.

Nel contesto della scuola italiana, questo tema si intreccia profondamente con le esigenze di aggiornamento del personale docente e ATA. Chi lavora nella scuola sa bene quanto la normativa, regolata dalle tabelle di valutazione delle supplenze e dai concorsi a cattedra, richieda spesso di colmare lacune formative o acquisire nuovi Crediti Formativi Universitari (CFU) in tempi stretti. Tuttavia, la corsa alle certificazioni rischia di scontrarsi con la reale necessità di interiorizzare i contenuti pedagogici e metodologici. La didattica inclusiva, la gestione della classe complessa e le innovazioni digitali introdotte dal PNRR esigono laboriosità intellettuale e assimilazione critica, processi che mal si conciliano con la memorizzazione accelerata finalizzata al solo superamento dell'esame.

Nel dibattito sulla formazione universitaria e sull'accesso al mondo della docenza, la ricerca della performance a tutti i costi rischia di diventare la norma invisibile a cui conformarsi. Chi pianifica il proprio aggiornamento professionale sa bene quanto conti la qualità dell'apprendimento rispetto alla semplice tabella di marcia. Integrazioni e percorsi di specializzazione richiedono dedizione e, soprattutto, tempo per metabolizzare competenze che andranno poi spese quotidianamente in classe con gli studenti, di fronte a un'utenza sempre più eterogenea e bisognosa di guide autorevoli piuttosto che di modelli irraggiungibili.

La sfida per le istituzioni formative e per chi progetta l'offerta didattica risiede proprio nel coniugare l'efficienza con la sostenibilità umana del percorso. Offrire strumenti di studio che rispettino la compatibilità con il lavoro e la vita privata non significa svalutare l'impegno, ma riconoscerne la complessità strutturale.

Per approfondire: CEMFORM propone Corsi Singoli eCampus — un'offerta flessibile pensata per docenti e aspiranti tali che necessitano di integrare CFU in modo strutturato, rispettando i propri tempi di vita e lavoro.

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