La crescente difficoltà di concentrazione e il calo delle competenze cognitive tra gli studenti rappresentano oggi una sfida cruciale per il sistema scolastico italiano. Il tempo trascorso dai giovani davanti agli schermi, spesso dedicato a una navigazione frammentata sul web, sta sollevando interrogativi profondi sull'efficacia dei metodi di apprendimento moderni rispetto a quelli tradizionali.
A intervenire sul tema è stata recentemente il sottosegretario all'Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, che ha espresso una posizione netta riguardo al ruolo del libro nel percorso formativo. Secondo l'esponente del Ministero, l'eccessiva digitalizzazione rischia di compromettere la capacità di approfondimento critico, rendendo necessario un ritorno alla lettura su supporto cartaceo non solo come dovere scolastico, ma come pratica quotidiana.
Il valore del libro nell'era della digitalizzazione
Il dibattito non mira a demonizzare la tecnologia, ma a sottolineare come il libro cartaceo offra un'esperienza di apprendimento più lineare e profonda. La lettura su carta favorisce la memorizzazione e la riflessione, elementi che spesso vengono meno quando lo studio avviene attraverso contenuti digitali caratterizzati da ipertesti e distrazioni costanti.
Il libro rimane uno strumento fondamentale per la crescita dei giovani: occorre intensificare la lettura tradizionale, non soltanto a scopo didattico, ma anche come piacere e passione.
Questa riflessione si inserisce in un contesto in cui le istituzioni scolastiche sono chiamate a bilanciare l'innovazione tecnologica con la salvaguardia delle competenze di base. Se da un lato il Ministero promuove la digitalizzazione delle infrastrutture, dall'altro emerge la necessità di non smarrire il valore pedagogico del testo scritto, capace di formare il pensiero critico necessario per orientarsi nel mare di informazioni del web.
La sfida per i docenti diventa quindi quella di integrare gli strumenti digitali senza sostituire il lavoro di analisi che solo il libro può garantire. L'obiettivo è formare studenti in grado di padroneggiare le nuove tecnologie, mantenendo però intatta la capacità di analisi profonda che deriva dallo studio tradizionale.
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