Formazione & Certificazioni

Liceo del Made in Italy: il caso dei docenti A-46 e le criticità

Il CNDDU denuncia l'esclusione dei docenti A-46 dal Liceo del Made in Italy, sollevando dubbi sulla tenuta culturale del nuovo indirizzo scolastico.

Liceo del Made in Italy: il caso dei docenti A-46 e le criticità

L'avvio del Liceo del Made in Italy sta sollevando un acceso dibattito che va ben oltre le questioni di natura sindacale, toccando direttamente l'identità pedagogica del nuovo percorso di studi. Al centro della polemica si trova la classe di concorso A-46, Scienze giuridico-economiche, i cui docenti si sentono ingiustamente relegati ai margini di un progetto che, per sua stessa natura, dovrebbe valorizzare competenze specifiche in ambito economico e normativo.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha espresso una posizione netta, parlando di un vero e proprio tradimento dello spirito originario del Liceo. Secondo il CNDDU, l'esclusione o la marginalizzazione di figure professionali esperte in diritto ed economia rischia di snaturare l'impianto culturale dell'indirizzo, trasformandolo in un contenitore privo di quella solidità teorica necessaria per comprendere le dinamiche dei mercati e la tutela del patrimonio produttivo nazionale.

Le criticità pedagogiche e il ruolo della classe A-46

La preoccupazione sollevata dal CNDDU non riguarda soltanto la salvaguardia dei posti di lavoro, ma la qualità dell'offerta formativa destinata agli studenti. Il Liceo del Made in Italy nasce con l'ambizione di formare le future classi dirigenti del settore produttivo italiano, un obiettivo che richiede una profonda conoscenza delle normative internazionali, del diritto commerciale e dei meccanismi economici che regolano l'export e la protezione del marchio.

L'esclusione dei docenti A-46 non è solo un problema di organico, ma una potenziale storpiatura dell'impianto culturale del Liceo del Made in Italy.

Senza il contributo dei docenti A-46, il rischio paventato dagli osservatori è quello di una didattica eccessivamente sbilanciata verso aspetti puramente promozionali o superficiali, perdendo di vista la complessità del sistema Paese. Il CNDDU sottolinea come la competenza giuridico-economica sia il pilastro fondamentale per interpretare correttamente le sfide globali che le eccellenze italiane devono affrontare quotidianamente.

La questione rimane aperta e chiama in causa le scelte ministeriali, che dovranno bilanciare le esigenze di riorganizzazione degli organici con la necessità di garantire una preparazione di alto profilo. Per i docenti coinvolti, la battaglia non è solo per il riconoscimento professionale, ma per il mantenimento di una dignità didattica che riconosca il valore strategico delle discipline giuridiche ed economiche in un percorso di studi che si propone di celebrare l'identità produttiva dell'Italia nel mondo.

Per chi desidera potenziare il proprio profilo professionale e acquisire nuove competenze certificate, CEMFORM offre diverse soluzioni: è possibile conseguire la certificazione IDCERT DigComp 2.2 o la IDCERT DigCompEdu per il riconoscimento di punti GPS, oppure optare per il pacchetto combinato DigComp 2.2 + DigCompEdu per un incremento di 3 punti GPS. Per il personale ATA sono disponibili i percorsi EIPASS 7 Moduli Standard e Dattilografia, mentre per i docenti che mirano a una formazione linguistica avanzata sono attivi i corsi British Institutes B2, C1 e C2. Sono inoltre disponibili le certificazioni didattiche LIM, Tablet, Coding e Teacher, oltre ai percorsi di perfezionamento e master tramite eCampus.

Condividi