Formazione & Certificazioni

Maker Faire Rome 2026: proroga al 30 giugno per la Call for Schools

C'è tempo fino al 30 giugno per candidare i progetti scolastici alla Maker Faire Rome 2026.

Maker Faire Rome 2026: proroga al 30 giugno per la Call for Schools

Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado hanno ora a disposizione una finestra temporale più ampia per partecipare a uno degli eventi più attesi nel panorama dell'innovazione tecnologica. La scadenza per l'invio delle candidature alla Call for Schools della Maker Faire Rome 2026 è stata ufficialmente prorogata al 30 giugno, concedendo ai docenti e agli studenti 15 giorni aggiuntivi rispetto al termine originariamente previsto.

Questa estensione rappresenta un'opportunità strategica per i team didattici impegnati nella finalizzazione di prototipi e progetti innovativi. La Maker Faire Rome, riconosciuta come un punto di riferimento internazionale per il mondo dei maker e della didattica laboratoriale, punta a valorizzare le competenze acquisite dagli studenti attraverso percorsi di apprendimento attivo, con un focus particolare sulle discipline STEM e sulla cultura dell'innovazione digitale.

Come partecipare alla Call for Schools

La partecipazione alla Call for Schools è aperta a tutti gli istituti scolastici che desiderano presentare progetti originali, capaci di coniugare creatività, tecnologia e sostenibilità. Per procedere con l'iscrizione, i docenti referenti devono accedere alla piattaforma ufficiale dell'evento, compilando il form dedicato e descrivendo le caratteristiche tecniche e pedagogiche del lavoro svolto in classe o nei laboratori scolastici.

La proroga al 30 giugno offre alle scuole un margine prezioso per perfezionare le presentazioni e garantire che ogni progetto possa essere valutato con la massima attenzione dal comitato scientifico.

Il coinvolgimento in manifestazioni di questo calibro non solo permette di esporre i risultati raggiunti, ma favorisce il confronto tra diverse realtà scolastiche nazionali, stimolando lo scambio di buone pratiche. La capacità di integrare strumenti digitali e metodologie di problem-solving all'interno del curriculum scolastico è diventata, oggi, un requisito fondamentale per la formazione di una cittadinanza attiva e consapevole.

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