Le lancette corrono verso ferragosto e tra i precari della scuola sale la tensione per un meccanismo che, sulla carta, dovrebbe risolvere le supplenze ma che nella pratica sta mostrando limiti strutturali sempre più evidenti. Per l'anno scolastico 2026/2027 il ministero ha confermato la procedura della mini call veloce, lo strumento pensato per permettere ai docenti inseriti a pieno titolo nella prima fascia delle GPS sostegno di trovare un incarico fuori dalla propria provincia di inserimento.
Le finestre temporali comunicate dai sindacati lasciano pochissimo margine operativo a chi attende una chiamata. Sarà possibile presentare l'istanza telematica a partire dalle ore 14 del 14 agosto fino alle 12 del 18 agosto. Una tempistica strettissima, concentrata a ridosso del Ferragosto, che costringe migliaia di insegnanti a presidiare i computer durante i giorni di festività nazionale.
Analizzando il quadro normativo di riferimento, introdotto originariamente dal Decreto Legge n. 126/2019 e successivamente modificato dai vari decreti "Sostegni-bis" e dai recenti provvedimenti sul reclutamento, emerge come la misura fosse nata con l'intento di accelerare le immissioni in ruolo e la copertura dei posti vacanti. Tuttavia, la rigidità procedurale imposta dalla piattaforma ministeriale Istanze Online non ammette deroghe: un errore formale nella scelta delle sedi o la mancata risposta nei tempi previsti (spesso ridotti a sole 24 o 48 ore dall'assegnazione) comporta la decadenza immediata dall'interpello, tagliando fuori docenti altamente qualificati.
I nodi irrisolti e il rischio concreto di posti vuoti
Ma quanti posti resteranno effettivamente liberi da assegnare tramite questa procedura telematica? Il problema principale risiede nella cronica carenza di docenti specializzati in molte regioni del Nord, contrapposta a graduatorie ormai sature in altre aree del Paese. La trafila burocratica rischia seriamente di non svolgersi come previsto in diversi ambiti territoriali, proprio a causa del numero esiguo di cattedre residue dopo lo scorrimento delle ordinarie immissioni in ruolo e delle supplenze annuali.
Le stime preliminari elaborate dagli uffici scolastici regionali confermano un divario geografico impressionante: oltre il 60% dei posti vacanti su sostegno si concentra nelle aree metropolitane del settentrione, Lombardia e Veneto in primis, dove le graduatorie di prima fascia GPS risultano esaurite già da diverse tornate di nomine. Per questo motivo, la mini call veloce si riduce a una sorta di lotteria nazionale in cui la disponibilità effettiva dei posti cambia radicalmente di ora in ora, rendendo difficile per il candidato ponderare la scelta della provincia di destinazione senza rischiare di finire in zone con costi della vita insostenibili rispetto allo stipendio tabellare.
La mini call veloce rischia di trasformarsi nell'ennesimo adempimento formale incapace di coprire il reale fabbisogno di sostegno nelle aule italiane.
Chi sperava in una semplificazione radicale delle operazioni di avvio anno scolastico dovrà fare i conti con un'architettura informatica rigida e scadenze che non perdonano alcun errore di compilazione. Le segreterie scolastiche e gli uffici territoriali si trovano a gestire un flusso imponente di dati in un periodo in cui il personale in servizio è ridotto al minimo per via delle ferie estive.
A complicare ulteriormente lo scenario si aggiunge la questione del contenzioso amministrativo: ogni anno centinaia di ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato inerenti il riconoscimento dei titoli esteri o l'attribuzione dei punteggi bloccano porzioni significative di cattedre. Questo crea una situazione di grave incertezza giuridica, in cui il docente nominato tramite call veloce potrebbe vedersi revocare l'incarico a anno scolastico già avviato in seguito a una sentenza sfavorevole, con evidenti ripercussioni sulla continuità didattica degli alunni con disabilità.
Mancano ancora indicazioni ufficiali su eventuali piani di riserva nel caso in cui le graduatorie di prima fascia risultassero completamente esaurite in determinate province strategiche. I docenti specializzati sul sostegno valutano intanto le proprie mosse, consapevoli che il punteggio accumulato nelle graduatorie provinciali rappresenta ormai l'unico vero passaporto per una cattedra stabile, traguardo per cui molti scelgono di potenziare il proprio profilo con percorsi mirati come la specializzazione sostegno precari per ampliare le proprie opportunità professionali.
Per approfondire: CEMFORM propone specializzazione sostegno precari — il percorso universitario pensato per i docenti che vogliono acquisire il titolo di specializzazione e scalare le graduatorie per il sostegno.


