Le segreterie scolastiche fanno i conti con una prospettiva che preoccupa migliaia di docenti precari iscritti nelle graduatorie. La procedura della mini call veloce 2026 rischia di spegnersi prima ancora di cominciare per quanto riguarda i posti di sostegno nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Le proiezioni sulle immissioni in ruolo confermano che lo scorrimento delle graduatorie esaurirà ogni riserva disponibile molto prima del previsto.
La situazione critica per le classi di concorso ADSS e ADMM
Chi sperava di trovare un varco operativo attraverso la chiamata abbreviata fuori regione dovrà probabilmente ricredersi. I dati che emergono dalle prime ricognizioni territoriali descrivono uno scenario impietoso per i codici ADSS e ADMM, dove la capienza delle graduatorie attuali coincide millimetricamente con il fabbisogno espresso dagli uffici scolastici regionali. Non parliamo di una criticità confinata unicamente alle province del Mezzogiorno, tradizionalmente sature di candidati, ma di un blocco che si estende anche a numerosi territori del Centro e del Nord Italia.
Per comprendere appieno la portata di questa criticità, bisogna analizzare il quadro normativo di riferimento introdotto originariamente dal Decreto Legge n. 126/2019 e successivamente modificato dai vari decreti sostegni e dai provvedimenti legati al PNRR. La mini call veloce, pensata per accelerare le assunzioni a tempo indeterminato su base volontaria in una regione diversa da quella di pertinenza delle graduatorie di inserimento, presupponeva l'esistenza di un residuo di posti vacanti e disponibili dopo tutte le fasi ordinarie di immissione in ruolo da GAE e GM. Tuttavia, l'enorme mole di nomine effettuate tramite le procedure straordinarie di assunzione e lo scorrimento dei concorsi PNRR ha letteralmente prosciugato il bacino dei posti disponibili.
La mini call veloce rischia di trasformarsi in una procedura fantasma per la quasi totalità dei posti di sostegno.
Le stime elaborate dai sindacati di categoria evidenziano come in molte regioni del Nord si registri una percentuale di copertura dei posti di sostegno tramite le graduatorie esistenti che sfiora il 95-98%. Ciò significa che i residui utili per la mini call si conteranno, nel migliore dei casi, sulle dita di una mano per singola provincia. Una situazione paradossale, se si pensa che il fabbisogno reale di docenti di sostegno continua a crescere vertiginosamente, superando ogni anno le 100.000 unità a livello nazionale, ma l'impossibilità di attingere da elenchi strutturati costringerà inevitabilmente le scuole a ricorrere massicciamente alle supplenze tramite le graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) di seconda fascia o, peggio, alle messe a disposizione (MAD).
Le dinamiche non cambiano se si sposta lo sguardo verso i gradi scolastici dell'infanzia e della primaria. Anche per i profili ADAA e ADEE le disponibilità residue si assottigliano al punto da rasentare lo zero tecnico. Quando le immissioni ordinarie avranno completato il proprio ciclo, i residui utili per la procedura nazionale saranno talmente esigui da rendere la misura inefficace per la copertura degli spezzoni rimasti scoperti.
Dal punto di vista pratico, questa stretta normativa e numerica impone un cambio di strategia radicale per i precari storici. Chi punta alla stabilità lavorativa non può più affidarsi unicamente alla speranza di uno scorrimento miracoloso delle graduatorie o all'efficacia di procedure straordinarie nazionali che mostrano evidenti limiti strutturali. Anticipare le mosse del mercato scolastico investendo sulla propria qualificazione formale.
Per affrontare questo scenario di forte competizione e massimizzare il punteggio nelle graduatorie, molti docenti scelgono di integrare il proprio profilo professionale con percorsi formativi mirati e riconosciuti dal Ministero.
Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Specializzazione Sostegno — il percorso accademico fondamentale per acquisire il titolo di specializzazione e accedere ai canali di immissione in ruolo dedicati.


