Il ritorno alla denominazione storica di "Maturità" per l'esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione non è solo una questione di etichetta, ma il segnale di un assetto consolidato che accompagnerà gli studenti nel 2026. Nonostante le continue evoluzioni normative, la struttura portante dell'esame rimane ancorata a un modello che richiede precisione organizzativa sia da parte dei docenti che degli uffici scolastici territoriali.
L'esame si articola, come di consueto, attraverso due prove scritte a carattere nazionale e un colloquio orale multidisciplinare. La prima prova, comune a tutti gli indirizzi, mira ad accertare la padronanza della lingua italiana e le capacità critiche dello studente. La seconda prova, invece, è specifica per l'indirizzo di studi e verte sulle discipline caratterizzanti, rappresentando il banco di prova fondamentale per verificare le competenze acquisite nel quinquennio.
La struttura delle prove e il ruolo delle commissioni
La valutazione finale rimane espressa in centesimi, con un massimo di 20 punti attribuibili a ciascuna delle due prove scritte e fino a 20 punti per il colloquio. A questi si sommano i crediti scolastici accumulati durante il triennio, per un massimo di 40 punti. La commissione d'esame, elemento centrale del dispositivo, è composta da un presidente esterno, tre membri interni e tre membri esterni, garantendo così un equilibrio tra la conoscenza diretta del percorso didattico dello studente e l'oggettività della valutazione esterna.
Il ritorno al nome "Maturità" sottolinea la volontà di preservare il valore simbolico di un rito di passaggio fondamentale per il sistema scolastico italiano.
Per i docenti chiamati a far parte delle commissioni, la gestione delle scadenze e la corretta applicazione dei criteri di valutazione definiti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito rappresentano un impegno di alta responsabilità. La trasparenza del processo valutativo, supportata dalle griglie di correzione ministeriali, è il pilastro su cui poggia l'intera validità del titolo di studio rilasciato al termine del percorso.
Le segreterie scolastiche e il personale ATA sono già al lavoro per la predisposizione degli adempimenti burocratici necessari, che includono la gestione dei fascicoli personali e la corretta trasmissione dei dati al portale SIDI. La puntualità in queste fasi preliminari è essenziale per garantire che, al momento dell'avvio delle sessioni, ogni procedura sia conforme alle disposizioni vigenti, evitando criticità che potrebbero rallentare il regolare svolgimento delle operazioni d'esame.


