Il termine degli Esami di Stato rappresenta per migliaia di studenti un traguardo fondamentale, spesso vissuto come una liberazione attesa dopo anni di impegno. Tuttavia, i festeggiamenti legati alla Maturità 2026 hanno assunto in diverse città italiane contorni preoccupanti, trasformando la goliardia in atti di vero e proprio vandalismo che hanno sollevato l'indignazione di dirigenti scolastici, amministrazioni locali e cittadini.
Le cronache recenti evidenziano situazioni di degrado che mettono in discussione la percezione di maturità degli stessi diplomati. A Montebelluna, presso l'Istituto Einaudi Scarpa, il preside Massimo Ballon ha denunciato il caos causato da invasioni di parenti e l'abbandono di rifiuti nei cortili scolastici, definendo tali comportamenti privi del senso civico che dovrebbe accompagnare il termine del percorso di studi. Episodi analoghi si sono registrati a Bologna, dove il lancio di alimenti e oggetti nei pressi del liceo Malpighi ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine a causa del pericolo per la circolazione e del disturbo arrecato al vicinato.
Il confine tra la gioia legittima per il diploma e il rispetto del decoro pubblico è stato varcato, sollevando interrogativi sul ruolo educativo della scuola e della famiglia.
Il fenomeno ha spinto diversi sindaci ad adottare misure drastiche. Ad Alzano, in provincia di Bergamo, l'amministrazione comunale ha avviato l'identificazione dei responsabili degli imbrattamenti stradali causati dai festeggiamenti al liceo Amaldi, comminando sanzioni pecuniarie comprese tra i 50 e i 300 euro. Un approccio rigoroso, sintetizzato nel principio che “chi sporca paga”, volto a ripristinare il rispetto dei beni comuni.
Anche all'Istituto Vespucci-Colombo di Livorno la dirigente scolastica Francesca Barone Marzocchi è intervenuta con una circolare ufficiale. L'uso di petardi e fumogeni non ha solo deturpato gli spazi esterni, ma ha disturbato attivamente i candidati ancora impegnati nelle prove orali, creando un cortocircuito tra il diritto al festeggiamento e il dovere di rispetto verso chi sta ancora affrontando la valutazione finale. La riflessione che emerge non riguarda solo la gestione dell'ordine pubblico, ma richiama la necessità di una rinnovata formazione al rispetto e alla cittadinanza attiva, temi che restano centrali in ogni percorso di crescita scolastica.