C’era un tempo, non troppo lontano, in cui l’ultimo giorno di Maturità si riconosceva dall’odore di sudore misto a sollievo. Gli studenti uscivano dai portoni degli istituti con le camicie stropicciate, lo sguardo perso nel vuoto dopo ore di colloquio e la consapevolezza di aver chiuso un capitolo fondamentale della propria vita. Oggi, quello scenario è stato sostituito da una coreografia ben più studiata, dove il protagonista indiscusso non è più solo il voto finale, ma la sua condivisione immediata sui social network.
L'esame di Stato si è trasformato in una vera e propria cerimonia da red carpet. Appena varcata la soglia dell'uscita, il candidato non cerca più l'abbraccio liberatorio dei compagni in un momento di intimità collettiva, ma si mette in posa per il selfie di rito. Lo smartphone diventa un'estensione necessaria dell'esperienza scolastica, un dispositivo che certifica il passaggio all'età adulta non più attraverso il vissuto interiore, ma tramite la validazione digitale dei follower.
La Maturità oggi è un rito di passaggio che vive di luce riflessa: il valore del traguardo sembra misurarsi attraverso la qualità dello scatto postato sui social.
Questa metamorfosi del rito della Maturità riflette un cambiamento profondo nel rapporto tra le nuove generazioni e le istituzioni. Se in passato il diploma rappresentava un traguardo privato, quasi solenne, oggi viene percepito come un contenuto da produrre e consumare istantaneamente. I docenti, testimoni di questa evoluzione, osservano come la tensione dell'esame si sciolga rapidamente in una performance estetica, dove il "selfie post-orale" funge da sigillo definitivo su anni di studio.
Non si tratta solo di una questione di vanità, ma di un nuovo linguaggio comunicativo che la scuola stessa fatica a decodificare. Mentre le commissioni d'esame restano ancorate a procedure burocratiche e formali, gli studenti hanno già spostato il baricentro dell'evento sul piano dell'immagine. Questo divario tra la solennità richiesta dall'istituzione e la leggerezza performativa dei ragazzi definisce il nuovo volto della scuola italiana, sempre più sospesa tra il rigore del passato e la frenesia del presente digitale.
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