Il sistema scolastico italiano vive una fase di profonda incertezza riguardante la definizione e il riconoscimento giuridico del cosiddetto middle management. Le figure di sistema, spesso identificate nei collaboratori del dirigente scolastico, nei referenti di plesso e nelle funzioni strumentali, operano quotidianamente gestendo compiti organizzativi e didattici complessi senza un inquadramento contrattuale specifico che ne tuteli le mansioni aggiuntive.
Le segretarie generali delle principali sigle sindacali, tra cui UIL Scuola e CISL Scuola, hanno sollevato critiche riguardo alla gestione attuale di questo assetto organizzativo. La preoccupazione principale verte sul rischio che tali incarichi si traducano in un carico di lavoro straordinario non adeguatamente remunerato e privo di una solida base normativa, trasformando la collaborazione in una delega di responsabilità spesso non supportata da risorse finanziarie certe o contrattualizzate.
La sfida del middle management non può risolversi in una mera delega di compiti, ma necessita di un riconoscimento contrattuale che valorizzi le competenze specifiche richieste ai docenti e al personale che supporta la dirigenza.
Quali competenze per chi guida il cambiamento?
Il nodo centrale del dibattito resta il divario tra la complessità delle mansioni richieste e l'assenza di un profilo professionale definito. Chi ricopre ruoli di coordinamento deve oggi possedere competenze trasversali che spaziano dalla gestione digitale dei processi amministrativi alla conoscenza approfondita delle dinamiche di innovazione didattica. La mancanza di un riconoscimento formale lascia spesso il personale in una condizione di precarietà operativa, dove il successo dell'istituzione scolastica poggia unicamente sulla buona volontà individuale.
Per affrontare le sfide della scuola moderna, il DigCompEdu rappresenta uno strumento fondamentale per certificare quelle competenze digitali indispensabili per chiunque si trovi a gestire team di lavoro o progetti di digitalizzazione scolastica. La professionalizzazione, attraverso percorsi di formazione certificata, rimane l'unica strada percorribile per trasformare una delega di fatto in una competenza riconosciuta e spendibile nel futuro assetto contrattuale del personale scolastico.
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