La macchina delle supplenze e delle immissioni in ruolo entra nella fase più calda con l'apertura della piattaforma telematica ministeriale dedicata alla mini call veloce per i posti di sostegno rimasti vacanti. Una finestra temporale estremamente ridotta, che obbliga i docenti interessati a muoversi con rapidità estrema per non perdere l'occasione di ottenere il tanto agognato ruolo. Fino alle ore 12.00 del 19 agosto sarà possibile presentare l'istanza, dopo che il primo scorrimento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze di prima fascia ha esaurito i posti in appena sette regioni e quasi esclusivamente per infanzia e primaria.
Questa procedura straordinaria, introdotta originariamente dal Decreto Sostegni-bis e disciplinata dai successivi decreti ministeriali di aggiornamento, nasce con l'obiettivo di coprire le cattedre di sostegno rimaste vuote dopo lo scorrimento di tutte le graduatorie ordinarie, comprese le immissioni in ruolo da concorso e le supplenze annuali. A differenza delle ordinarie procedure di nomina, la mini call veloce si sviluppa interamente su base volontaria e richiede un'attenta analisi strategica da parte del docente, che deve valutare la sostenibilità logistica ed economica dello spostamento in un'altra provincia, spesso a centinaia di chilometri da casa, pur di stabilizzare la propria posizione professionale.
Il sistema informatico del Ministero traccia ogni singolo movimento dell'utente, salvando in automatico ogni sezione compilata ma senza considerare la pratica chiusa fino all'inoltro ufficiale. Molti candidati commettono l'errore di fermarsi al salvataggio intermedio, rischiando l'esclusione automatica. Una volta inoltrata la domanda, la piattaforma genera un PDF di riepilogo inviato via email e archiviato nella sezione dedicata, lasciando comunque la possibilità di correggere il tiro previo annullamento dell'invio precedente.
Ma chi può realmente accedere a questa procedura telematica? La normativa parla chiaro: la platea è riservata esclusivamente ai docenti che avevano già inoltrato istanza di assunzione dalle GPS di prima fascia nella propria provincia d'origine, ma che sono rimasti a mani vuote per esaurimento dei posti disponibili o che non figurano tra i rinunciatari delle fasi precedenti. È consentito indicare una o più province, purché rientrino nella stessa regione della provincia di inserimento originaria, moltiplicando così le chance di nomina. Ricordare che l'accettazione dell'incarico tramite questa procedura comporta la cancellazione da tutte le altre graduatorie di immissione in ruolo e di supplenza in cui il docente era eventualmente inserito.
La scadenza fissata per le ore 12.00 del 19 agosto rappresenta un termine perentorio: chi non trasmette l'istanza in tempo viene considerato automaticamente rinunciatario.
I bollettini diramati dagli Uffici Scolastici Regionali tracciano una mappa dei posti disponibili fortemente sbilanciata geograficamente e concentrata soprattutto sul sostegno alla scuola primaria. La Lombardia fa registrare il numero più elevato con un totale complessivo di 2.660 posti, guidata dai 1.076 posti di Milano e dai 241 di Como. Seguono il Veneto con 641 disponibilità complessive — tra cui spiccano i 181 di Vicenza e i 176 di Verona — e il Piemonte che si ferma a quota 282, distribuiti tra le varie province con 94 posti concentrati a Vercelli.
Numeri importanti arrivano anche dalla Liguria, che totalizza 236 posti di cui 169 localizzati nella sola provincia di Genova, mentre il Friuli Venezia Giulia mette a disposizione 67 posti complessivi, suddivisi tra Pordenone, Trieste, Udine e Gorizia. Chiudono il quadro i 45 posti dell'Emilia-Romagna, concentrati tra Piacenza e Reggio Emilia. Di contro, la mappa delle esclusioni è netta: Basilicata, Lazio, Puglia, Sicilia e Umbria registrano zero disponibilità, un'assenza a cui si aggiungono le anticipazioni negative per Abruzzo, Calabria, Marche e Sardegna.
Considerando questo quadro geografico frammentato, la specializzazione sul sostegno si conferma il principale motore di occupazione e stabilizzazione nel comparto scuola. Chi non riesce a rientrare in questa finestra di mini call veloce o non possiede ancora il titolo specifico deve necessariamente guardare al futuro con una programmazione mirata della propria formazione, tenendo conto che il fabbisogno di docenti specializzati continuerà a crescere nei prossimi anni a causa dell'incremento delle certificazioni di disabilità e del progressivo pensionamento del personale di ruolo.
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