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Mini call veloce sostegno: quale punteggio minimo serve?

Scopri se il tuo punteggio basta per la mini call veloce sostegno 2026. Analisi della graduatoria ex novo e dei posti liberi.

Mini call veloce sostegno: quale punteggio minimo serve?

Photo by Andrea Piacquadio on Pexels

La corsa contro il tempo per i 3.931 posti di sostegno al Nord sta tenendo col fiato sospeso migliaia di docenti specializzati. Fino alle ore 12:00 del 19 agosto resta aperta una finestra decisiva per la stabilizzazione, ma la domanda che rimbalza nei gruppi di studio e sui social è sempre la stessa: qual è il punteggio minimo per sperare in un incarico?

Chi spera di trovare una soglia di sicurezza matematica rischia di rimanere deluso. Durante una recente puntata di Question Time trasmessa sui canali di Orizzonte Scuola, Chiara Cozzetto della segreteria nazionale Anief ha chiarito che fare previsioni basate sulle tabelle tradizionali è praticamente impossibile.

Il meccanismo che regola questa procedura straordinaria azzera le certezze accumulate nelle graduatorie provinciali d'origine. "Nel momento in cui partecipo alla mini call, io mi metto in gioco con il mio punteggio, che va a essere confrontato stilando una graduatoria ex novo per quella provincia, con tutti i partecipanti che sono arrivati da tutta Italia", ha spiegato la sindacalista.

"Per me è impossibile indicare un punteggio minimo, perché la graduatoria si forma da zero con i soli candidati che presentano istanza per quella specifica provincia."

Le dinamiche territoriali disegnano una mappa frastagliata lungo lo stivale. Nelle province meridionali i punteggi accumulati dai docenti con anni di servizio sulle spalle sono solitamente altissimi, mentre al Centro-Nord la carenza cronica di personale specializzato sposta gli equilibri. C'è chi si ritrova in vetta con 150 punti in una determinata area geografica, mentre altrove la stessa cifra garantisce appena le posizioni di rincalzo a causa dei flussi di candidati in arrivo da altre regioni.

Per comprendere appieno la portata di questa procedura, analizzare il quadro normativo di riferimento che disciplina la cosiddetta "mini call veloce", introdotta originariamente dal Decreto Legge n. 126/2019 e successivamente modificata da interventi ministeriali volti ad accelerare le immissioni in ruolo. L'obiettivo dichiarato del Ministero dell'Istruzione e del Merito è quello di coprire le migliaia di cattedre che, al termine delle ordinarie operazioni di immissione in ruolo da Graduatorie ad Esaurimento (GaE) e Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS di prima fascia sostegno), rimangono inevitabilmente scoperte, soprattutto nelle regioni settentrionali dove il turn-over del personale docente è storicamente più elevato rispetto al Mezzogiorno.

Statistiche alla mano, la distribuzione geografica delle cattedre vacanti evidenzia uno squilibrio strutturale: oltre il 70% dei posti residui si concentra infatti tra Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Questa asimmetria genera una mobilità massiccia di docenti specializzati disposti a trasferirsi temporaneamente o stabilmente pur di ottenere il tanto agognato contratto a tempo indeterminato. Tuttavia, la variabile impazzita è rappresentata proprio dalle scelte strategiche dei singoli candidati: un docente con un punteggio medio-basso (ad esempio compreso tra i 30 e i 50 punti) che decide di puntare su una provincia periferica o particolarmente sguarnita di candidati può realisticamente sperare nell'assegnazione dell'incarico, scavalcando colleghi con punteggi ben superiori che hanno invece concentrato le proprie istanze su province ad alta densità di domanda.

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Dal punto di vista pratico, le implicazioni operative per i docenti richiedono un'attenta valutazione del rischio. Chi presenta l'istanza per la mini call veloce e risulta assegnatario del posto è obbligato ad accettare l'incarico: la rinuncia comporta infatti la decadenza immediata dalla procedura per l'anno scolastico in corso, precludendo ulteriori assegnazioni da GPS per la medesima tipologia di posto. Per questo motivo, il monitoraggio costante dei bollettini ufficiali degli Uffici Scolastici Regionali (USR) e l'incrocio dei dati relativi ai posti effettivamente disponibili rispetto alle domande presentate costituiscono passaggi fondamentali per orientare le proprie scelte negli ultimi giorni utili prima della chiusura dei termini fissati dal dicastero di Viale Trastevere.

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