Con la conclusione dell’anno scolastico, le bacheche dei social network si riempiono puntualmente di fotografie che ritraggono pagelle, voti e giudizi scolastici. Se per molti genitori si tratta di un gesto dettato dall’orgoglio e dal desiderio di condividere un successo, per gli esperti e per il mondo della scuola rappresenta una pratica che solleva criticità non trascurabili in termini di privacy e benessere psicologico del minore.
Il professor Enrico Galiano ha recentemente sollevato il tema, invitando le famiglie a una maggiore cautela. La pubblicazione online di documenti che attestano il percorso formativo di un alunno trasforma un momento privato, che dovrebbe restare confinato nel rapporto tra scuola e famiglia, in un contenuto pubblico soggetto al giudizio di una platea indefinita. Questo fenomeno rischia di alimentare una cultura della performance in cui il valore dello studente viene ridotto esclusivamente al numero riportato sul documento ufficiale.
L'impatto della sovraesposizione digitale
Oltre alle questioni legate al Garante della Privacy, che da tempo monitora la diffusione di dati personali dei minori online, è necessario considerare l'impatto emotivo sugli studenti. La sovraesposizione digitale può generare una pressione indebita, trasformando il successo scolastico in un trofeo da esibire, anziché in un traguardo personale di crescita. Quando il voto diventa oggetto di commenti, "like" e condivisioni, si perde di vista il significato pedagogico della valutazione.
La condivisione compulsiva dei risultati scolastici sui social rischia di trasformare il percorso di apprendimento in una vetrina, dimenticando che la scuola è, prima di tutto, un luogo di formazione protetto.
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio di educazione digitale, che coinvolge docenti, genitori e personale ATA. La scuola moderna non deve solo trasmettere nozioni, ma anche guidare le famiglie verso un uso consapevole degli strumenti tecnologici e dei dati sensibili. La protezione dell'identità digitale degli studenti inizia proprio dalle scelte quotidiane degli adulti di riferimento, che devono agire come modelli di responsabilità e rispetto verso la riservatezza del percorso educativo intrapreso dai ragazzi.
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