La fine del quadrimestre si trasforma sempre più spesso in una vetrina digitale dove le pagelle diventano contenuti da esibire sui social network. Questo fenomeno, che vede protagonisti genitori orgogliosi dei risultati scolastici dei propri figli, ha sollevato la ferma opposizione di diversi dirigenti scolastici, preoccupati per le implicazioni legate alla privacy e alla corretta percezione del percorso educativo.
Alfonso D’Ambrosio, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Lozzo Atestino, in provincia di Padova, ha recentemente lanciato un appello chiaro alle famiglie. Secondo il dirigente, i voti non dovrebbero essere trasformati in trofei da ostentare pubblicamente, poiché tale pratica rischia di alimentare una cultura della performance che svilisce il valore formativo dell'esperienza scolastica.
I rischi dello sharenting nel contesto scolastico
Il fenomeno, noto come sharenting, descrive l'abitudine dei genitori di condividere costantemente informazioni e immagini dei propri figli online. Quando questa pratica coinvolge documenti ufficiali come le pagelle, le criticità aumentano esponenzialmente. Non si tratta solo di una questione di esposizione mediatica, ma di una vera e propria violazione della riservatezza del minore, che si ritrova con il proprio percorso scolastico esposto al giudizio di una platea virtuale spesso incontrollabile.
Le pagelle non dovrebbero diventare contenuti da pubblicare sui social network, poiché il percorso di crescita di uno studente è un fatto privato che merita tutela e rispetto.
Il richiamo di D’Ambrosio, riportato anche dall'Ansa, sottolinea come il ruolo della scuola sia quello di proteggere lo studente, non solo all'interno delle aule, ma anche attraverso una corretta educazione digitale rivolta alle famiglie. La scuola, infatti, si trova oggi a dover gestire le ricadute di un'esposizione precoce dei minori, dove il confine tra orgoglio genitoriale e tutela della privacy diventa sempre più labile.
L'invito dei presidi è dunque quello di riflettere sul significato profondo della valutazione scolastica. Il voto deve restare uno strumento di dialogo tra docenti, alunni e genitori, finalizzato al miglioramento dell'apprendimento e non alla competizione sociale. La sfida educativa, in questo senso, passa anche per una maggiore consapevolezza nell'uso degli strumenti tecnologici, evitando che la vita scolastica venga sacrificata sull'altare della visibilità digitale.
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