Le procedure per l'attribuzione delle posizioni economiche al personale ATA, regolate dal decreto ministeriale 140 del 2024, si avviano verso la conclusione. Durante il recente incontro al Ministero dell’Istruzione e del Merito, sindacati come lo Snals hanno esaminato le indicazioni operative per uniformare assegnazioni e trasferimenti su tutto il territorio nazionale, cercando di sanare le disparità applicative riscontrate nei mesi passati tra i diversi Uffici Scolastici Regionali.
La misura rappresenta una valorizzazione professionale stabile e non un semplice compenso legato a singoli incarichi straordinari. Il quadro economico e giuridico fissa la decorrenza al 1° settembre 2024, seguendo il parere dell'Aran del 19 giugno 2024 (erroneamente indicato in precedenza come 2026), anche nei casi in cui i percorsi formativi si siano conclusi in ritardo rispetto ai tempi previsti a causa di rallentamenti logistici delle piattaforme telematiche e degli enti accreditati.
Entrando nel dettaglio delle risorse finanziarie stanziate dal CCNL di comparto, l'operazione interessa decine di migliaia di lavoratori appartenenti ai profili di Collaboratore Scolastico, Assistente Amministrativo e Tecnico, oltre ai coadiutori e ai dsga facenti funzione. L'investimento economico risponde alla necessità di sbloccare una progressione ferma da oltre un decennio, restituendo centralità a un comparto strategico per il corretto funzionamento dell'intera macchina amministrativa e didattica degli istituti scolastici statali.
Le priorità per le graduatorie e la gestione dei trasferimenti
La prima fase delle assegnazioni coinvolgerà direttamente il personale inserito nelle graduatorie storiche del 2008 e del 2009. Per questi lavoratori non servirà inoltrare nuove istanze, poiché gli uffici procederanno verificando il possesso dei requisiti e il superamento della formazione obbligatoria, un iter che ha richiesto la frequenza di moduli specifici e il superamento di un test finale di valutazione le cui risultanze sono ora al vaglio definitivo delle segreterie provinciali.
Parallelamente, un nodo cruciale affrontato durante il confronto ministeriale ha riguardato la rendicontazione delle ore di formazione. I dati preliminari forniti dai sindacati evidenziano tassi di completamento superiori al 95% su base nazionale, confermando l'altissimo livello di adesione e l'interesse del personale ATA verso l'aggiornamento professionale continuo. Tuttavia, permangono alcune criticità locali legate alla certificazione dei crediti formativi maturati tramite percorsi misti o certificazioni informatiche e linguistiche conseguite nel frattempo.
Il quadro tecnico è stato chiarito, ma ora occorre accelerare i pagamenti per evitare ulteriori disagi al personale scolastico, che attende questo riconoscimento economico da troppo tempo.
Nel frattempo, chi ha cambiato provincia nell'anno scolastico 2025/2026 non perderà il beneficio acquisito. Qualora la provincia di arrivo non disponga di un contingente immediato per coprire la spesa, il lavoratore potrà chiedere l'inserimento in coda nella nuova graduatoria territoriale, salvaguardando il diritto all'attribuzione non appena si renderanno disponibili i fondi residui derivanti da rinunce o cessazioni dal servizio.
Per ottimizzare le risorse disponibili, il Ministero ha previsto un sistema di compensazioni regionali. I posti rimasti vuoti in determinati territori o profili professionali potranno essere redistribuiti, garantendo comunque il rispetto dei vincoli di finanza pubblica imposti dalla Ragioneria Generale dello Stato. Anche il personale andato in pensione dal 1° settembre 2025 manterrà il diritto al riconoscimento economico per l'annualità 2024/2025, purché in regola con i requisiti richiesti alla data di cessazione dal servizio; in questo caso, gli uffici dovranno procedere con il calcolo del conguaglio una tantum direttamente sul trattamento di fine rapporto o tramite emissione di apposito mandato di pagamento arretrato.
Guardando al futuro delle carriere ATA, l'acquisizione di queste posizioni economiche non esaurisce il percorso di crescita professionale. Le nuove tabelle contrattuali impongono infatti una costante revisione delle competenze digitali e gestionali richieste nei luoghi di lavoro scolastici, sempre più orientati verso la dematerializzazione e l'uso di piattaforme ministeriali complesse come il portale Unica e i sistemi di gestione contabile integrata.
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