Formazione & Certificazioni

Rinnovo contratto scuola e ATA: le priorità della Cisl

Rinnovo contratto scuola 2025-2027, posizioni economiche ATA e intelligenza artificiale: le proposte e la rotta tracciata dalla Cisl Scuola.

Rinnovo contratto scuola e ATA: le priorità della Cisl

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Il confronto sul rinnovo del contratto scuola 2025-2027 entra nel vivo, portando sul tavolo questioni irrisolte che toccano da vicino la quotidianità di docenti e personale ATA. Durante un recente intervento su Orizzonte Scuola TV, la segretaria generale nazionale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci, ha tracciato la rotta sindacale, evidenziando quanto sia complesso far valere il potere contrattuale all'interno di un perimetro normativo rigido e spesso restrittivo.

Uno dei nodi centrali riguarda l'organizzazione del lavoro del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, un settore che sconta una base stipendiale tra le più basse dell'intera pubblica amministrazione, con retribuzioni d'ingresso che spesso faticano a superare la soglia di povertà relativa nelle grandi aree urbane. Attualmente gestita in via esclusiva dai dirigenti scolastici come materia datoriale, l'articolazione degli orari e delle attività dovrebbe invece rientrare nella contrattazione d'istituto, superando la semplice logica informativa che oggi riduce i rappresentanti dei lavoratori a meri spettatori delle decisioni unilaterali. Sul fronte delle immissioni in ruolo, la situazione resta critica: i posti vacanti stimati sono circa trentamila, e la tendenza ministeriale a coprire esclusivamente il turnover viene giudicata dai sindacati del tutto inadeguata per garantire quella stabilità didattica e amministrativa indispensabile al buon funzionamento degli istituti.

Le criticità non risparmiano il personale docente, soprattutto per quanto riguarda la mobilità e la tanto dibattuta formazione incentivata prevista dall'articolo 16 del decreto legislativo 59/2017. La norma, introdotta durante il governo Draghi, prevede tre moduli triennali selettivi per un compenso lordo che si traduce in poche decine di euro nette al mese in busta paga, una struttura che per il sindacato non fa che cristallizzare un appiattimento professionale basato sulla burocrazia anziché sul merito reale. L'obiettivo dichiarato della Cisl è svincolare quelle risorse dai rigidi binari ministeriali per far confluire i fondi in un sistema contrattuale universale capace di valorizzare concretamente l'esperienza, l'aggiornamento continuo e le responsabilità di tutto il corpo docente, uscendo da una logica premiante che di fatto finisce per escludere la stragrande maggioranza dei lavoratori.

Il personale ATA rappresenta la spina dorsale degli istituti, ma continua a fare i conti con gli stipendi più bassi della pubblica amministrazione e un precariato strutturale che richiede un piano di assunzioni straordinario.

A complicare ulteriormente il quadro normativo e professionale interviene la transizione tecnologica, che impone una riflessione profonda sull'impatto dell'intelligenza artificiale nelle aule, un fenomeno che non può essere liquidato come una mera moda ma che va governato con attenzione pedagogica per evitare divari generazionali e territoriali profondi. Il parallelismo storico con l'introduzione della calcolatrice e l'avvento dei social network dimostra chiaramente che lasciare campo libero all'innovazione tecnologica senza una guida metodologica strutturata rischia di compromettere irreparabilmente le competenze di base degli studenti, dalla capacità di lettura critica al calcolo logico. Per affrontare queste sfide inedite servono competenze adeguate e certificate, non solo per i ragazzi banchi di scuola ma anche per i docenti e il personale scolastico che necessitano di percorsi di aggiornamento mirati e spendibili nella didattica quotidiana, come quelli offerti da una solida preparazione sulle competenze digitali docenti, ormai imprescindibili per la progettazione curricolare nell'era digitale.

Le ricadute pratiche di questo negoziato si riflettono direttamente anche sulla gestione dei carichi di lavoro amministrativo legati all'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha oberato le segreterie scolastiche di adempimenti straordinari senza un corrispondente incremento di organico stabile. Senza un adeguato riconoscimento economico e normativo nel nuovo contratto, il rischio concreto è quello di una demotivazione generalizzata che si ripercuoterà inevitabilmente sulla qualità dei servizi erogati alle famiglie e agli studenti.

I temi caldi di questo complesso comparto saranno al centro della Conferenza programmatica della Cisl Scuola, in programma dal 22 al 24 settembre, un appuntamento strategico pensato per stimolare un confronto trasparente e costruttivo tra istituzioni politiche, opinione pubblica e mondo della scuola in vista dell'avvio ufficiale del nuovo anno scolastico.

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