Il dibattito sul rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025/2027 entra nel vivo, portando alla luce criticità strutturali che riguardano quotidianamente il personale docente. A margine del terzo incontro tenutosi presso l'Aran, Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha ribadito la necessità di definire con precisione i confini dell'orario di servizio, sollevando il tema del rinnovo contratto scuola e del rispetto della vita privata dei lavoratori.
Il punto focale della discussione riguarda la gestione delle comunicazioni scolastiche e delle attività di aggiornamento professionale. Secondo il sindacato, non può sussistere alcun obbligo implicito per i docenti di consultare le circolari pubblicate durante il fine settimana o di partecipare ad attività di formazione al di fuori dell'orario di servizio contrattualmente previsto. La richiesta è chiara: tali obblighi devono essere esplicitati e regolamentati normativamente per evitare che la disponibilità del docente venga data per scontata.
La tutela del tempo di lavoro nel nuovo CCNL
La posizione della Gilda degli Insegnanti sottolinea come il docente non sia una figura di volontariato, ma un professionista il cui impegno è definito da parametri contrattuali precisi. La questione sollevata al tavolo negoziale con l'Aran mira a superare le ambiguità che spesso generano conflitti negli istituti, dove la reperibilità costante viene talvolta confusa con il dovere d'ufficio. La necessità di una norma chiara nel nuovo contratto è vista come l'unico strumento efficace per tutelare il diritto alla disconnessione.
I docenti non sono volontari, nessun obbligo a leggere le circolari di domenica o fare formazione fuori orario: per Gilda va scritto nel contratto.
Le istanze presentate all'Aran non riguardano solo la gestione delle comunicazioni, ma toccano l'intera organizzazione del lavoro docente. La sfida per il triennio 2025/27 è quella di bilanciare le esigenze di una scuola sempre più digitale e interconnessa con la necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose. La definizione di paletti certi sulla formazione obbligatoria e sulle comunicazioni istituzionali rappresenta, in questo senso, un passaggio fondamentale per il riconoscimento del profilo professionale dell'insegnante.
In un contesto in cui la formazione continua è sempre più richiesta per l'aggiornamento delle competenze, è essenziale che il personale docente possa programmare il proprio percorso di crescita professionale in modo strutturato e riconosciuto. La chiarezza normativa richiesta dal sindacato permetterà ai docenti di investire nel proprio aggiornamento con maggiore serenità, sapendo che il tempo dedicato allo sviluppo delle proprie competenze è valorizzato e correttamente inquadrato nel proprio percorso di carriera.
Per approfondire: CEMFORM propone la IDCERT DigCompEdu, la certificazione delle competenze digitali per docenti riconosciuta dal MIM che permette di acquisire 2 punti nelle graduatorie GPS, garantendo una formazione di qualità e spendibile professionalmente.


