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Roberta Bruzzone e i genitori spazzaneve: la scuola come trincea

La criminologa Roberta Bruzzone attacca i genitori spazzaneve e difende la frustrazione a scuola: il limite educativo contro la disabilità sociale.

Roberta Bruzzone e i genitori spazzaneve: la scuola come trincea

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Lavorare oggi nelle aule italiane assomiglia maledettamente a trovarsi in una trincea. A dirlo senza filtri è la criminologa Roberta Bruzzone, che durante un recente intervento pubblico ha puntato il dito contro un'involuzione educativa che sta logorando il corpo docente. Tra auto con le gomme bucate, minacce e tensioni quotidiane, il clima attorno alla scuola si è fatto incandescente. Ma la radice del problema, secondo l'esperta, non va cercata nella mancanza di severità punitiva, quanto piuttosto in un vuoto pedagogico ben preciso: l'incapacità sistematica di insegnare ai ragazzi a gestire la frustrazione.

Il concetto di limite, del semplice "no" e delle conseguenze legate a un errore rappresenta l'impalcatura fondamentale per costruire adulti capaci di muoversi nella società. Eppure, la convinzione che la maturazione emotiva arrivi per inerzia anagrafica al compimento dei diciotto anni si scontra con una dura realtà. Chi cresce senza mai sbattere contro un ostacolo rischia di sviluppare quella che la criminologa definisce una vera e propria "disabilità sociale". La tolleranza zero verso qualsiasi forma di rifiuto emerge già nei contesti più banali, come dimostrano le chat dei genitori infiammate per l'esclusione da una festa di compleanno.

Cosa succede quando un giovane non abituato al fallimento si scontra con il primo vero ostacolo della vita?

La catena psicologica che trasforma un brutto voto in un'escalation aggressiva segue passaggi ben definiti. L'impatto con l'errore colpisce un "Io fragile", incapace di tollerare l'angoscia della caduta. La reazione immediata diventa quindi la necessità di espellere questo dolore interiore, sfociando spesso in comportamenti violenti per riprendere il controllo sulla realtà. Una correzione fisiologica, come una bocciatura o un compito insufficiente, dovrebbe invece insegnare semplicemente che serve più impegno, senza drammi genitoriali.

La responsabilità di questa deriva ricade sui cosiddetti "genitori elicottero" o "spazzaneve", figure sempre pronte a intervenire per rimuovere ogni delusione dal percorso dei figli. Anziché permettere ai ragazzi di assumersi le proprie responsabilità, si alimenta una protezione tossica che impedisce la crescita emotiva. Da qui l'affondo provocatorio rivolto alle famiglie durante l'incontro: considerare apertamente la possibilità che il proprio figlio non sia un genio assoluto, ma rientri nella normalità dei risultati scolastici.

La frustrazione non è un danno collaterale da evitare, ma l'elemento che rende gli individui adulti in grado di funzionare nella società.

Affrontare le dinamiche relazionali complesse della scuola odierna richiede competenze psicologiche e pedagogiche avanzate da parte di tutto il personale coinvolto nella crescita dei giovani. Per i docenti che desiderano approfondire gli strumenti di gestione emotiva e relazionale nelle classi, CEMFORM propone eCampus Master Psicologia Scolastica — un percorso formativo specialistico per comprendere le dinamiche psicologiche degli studenti e migliorare il benessere emotivo all'interno dell'istituto scolastico.

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