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Scuola 2026: immessi in ruolo 37 mila docenti e 56 mila di sostegno

Al via l'anno scolastico 2026/2027 con oltre 37 mila immissioni in ruolo e 56 mila supplenti di sostegno confermati su richiesta delle famiglie.

Scuola 2026: immessi in ruolo 37 mila docenti e 56 mila di sostegno

Photo by HONG SON on Pexels

Le aule italiane si preparano ad accogliere gli studenti con un quadro delle assunzioni che, almeno sulla carta, punta a chiudere la stagione dei ritardi cronici. Entro il termine del 31 agosto, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ultimato le procedure per immettere in ruolo 37.430 nuovi insegnanti tra posti comuni, di sostegno e insegnamento della religione cattolica. Un dato in netto incremento rispetto ai 29.685 dello scorso anno, spinto anche dall'introduzione degli elenchi regionali pensati per velocizzare il reclutamento.

Dietro questi numeri si celano tuttavia le novità procedurali introdotte dal decreto-legge sul reclutamento e dai relativi decreti attuativi legati agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La riforma ha ridefinito la struttura dei concorsi ordinari, trasformandoli in procedure a cadenza annuale, una svolta epocale per evitare il formarsi di voragini nelle graduatorie ma che, nella fase di transizione attuale, sta mostrando inevitabili difformità territoriali. Non tutte le regioni, infatti, presentano lo stesso bacino di aspiranti: mentre al Nord la capienza dei concorsi fatica a coprire il fabbisogno reale a causa della carenza di candidati abilitati, al Sud si assiste spesso a una saturazione dei posti disponibili, evidenziando una storica asimmetria geografica nella mobilità del personale docente.

Ma quanti istituti riusciranno a mantenere questa stabilità lungo tutto l'arco dei mesi invernali? Le caselle vuote rimaste riguardano principalmente classi di concorso le cui graduatorie risultano ormai completamente prosciugate, un problema strutturale che continua a pesare sul sistema, costringendo i dirigenti scolastici a ricorrere massicciamente all'istituto delle MAD (Messe a Disposizione) o a pescare dalle graduatorie incrociate.

Accanto ai ruoli a tempo indeterminato, la macchina amministrativa ha gestito quasi 118 mila supplenze complessive. Un capitolo particolarmente rilevante riguarda la continuità didattica per gli alunni con disabilità: su espressa richiesta delle famiglie, sono stati confermati 55.814 supplenti su posto di sostegno, registrando un incremento di circa diecimila unità rispetto al calendario precedente. Questa misura, introdotta per tutelare i percorsi di apprendimento degli studenti più fragili, risponde a una specifica istanza sociale e giuridica, mirando a evitare il valzer dei docenti che per anni ha penalizzato l'inclusione scolastica. Tuttavia, la percentuale di docenti non specializzati chiamati a coprire le cattedre di sostegno resta un nodo irrisolto, stimato ancora intorno al 30% del totale nazionale, a dimostrazione che il fabbisogno di percorsi di formazione mirati e di corsi di specializzazione universitari (il cosiddetto TFA sostegno) supera ampiamente l'attuale offerta formativa degli atenei.

Il nuovo anno parte con tutti i docenti in cattedra. Per il secondo anno consecutivo abbiamo completato le operazioni prima dell'inizio delle lezioni.

Tutti i docenti, sia quelli stabilizzati che i supplenti individuati tempestivamente, hanno preso servizio a partire dal 1° settembre. La stessa decorrenza è valida per i 342 nuovi dirigenti scolastici assegnati alle sedi vacanti della penisola, mentre risultano in fase di completamento le procedure per immettere in servizio 12.284 unità di personale ATA, figure indispensabili per la gestione quotidiana dei plessi scolastici.

Proprio sul fronte del personale amministrativo, tecnico e ausiliario si concentrano le maggiori preoccupazioni dei sindacati di categoria. Le oltre 12 mila immissioni in ruolo coprono solo parzialmente il turn-over generazionale e la voragine aperta dai pensionamenti, aggravata dall'applicazione della normativa vigente sulle dotazioni organiche che non tiene conto del carico di lavoro amministrativo aggiuntivo generato dalla gestione dei fondi PNRR. Le segreterie scolastiche si trovano infatti a gestire non solo l'ordinario, ma anche la rendicontazione complessa di progetti per la dispersione scolastica e la transizione digitale, spesso operando in regime di sottorganico cronico e con un'alta percentuale di personale precario.

A completare il quadro delle novità organizzative vi è l'avvio della fase operativa della nuova piattaforma unica ministeriale per la gestione delle supplenze da GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze), uno strumento informatico che, pur avendo ridotto i tempi materiali dell'assegnazione degli incarichi da parte degli Uffici Scolastici Territoriali, continua a generare contenziosi legali a causa di anomalie negli algoritmi di assegnazione. I sindacati e le associazioni di categoria monitorano costantemente l'evoluzione delle nomine per correggere eventuali distorsioni prima che si traducano in ricorsi al giudice del lavoro, un fenomeno che ogni anno coinvolge migliaia di docenti scavalcati in graduatoria per errori procedurali del sistema centralizzato.

Fonti: MIUR · Istruzione · Miur
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