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Scuole aperte oltre l'orario: 8,5 milioni nella nuova legge

Pubblicata in Gazzetta la legge per attività educative e scuole aperte oltre le lezioni. Stanziati fondi fino al 2027 per i minori.

Scuole aperte oltre l'orario: 8,5 milioni nella nuova legge

Photo by Pavel Danilyuk on Pexels

Le aule non chiudono più con il suono dell'ultima campanella. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge numero 135 del 23 luglio 2026, l'ordinamento italiano apre ufficialmente una nuova fase per la gestione degli spazi scolastici e il tempo pomeridiano dei ragazzi. Il provvedimento, che entrerà in vigore il prossimo 13 agosto 2026, punta drittamente a contrastare la povertà educativa e a offrire un argine concreto all'esclusione sociale di bambini e adolescenti da zero a diciotto anni.

Il testo normativo disegna un perimetro d'azione piuttosto ampio, affidando al Governo il compito di varare i decreti legislativi attuativi entro nove mesi. Ma come si tradurrà tutto questo nella pratica quotidiana degli istituti? Le priorità assegnate dall'esecutivo guardano con decisione alle famiglie numerose e ai nuclei che affrontano la sfida quotidiana di crescere figli con bisogni speciali. All'interno delle scuole e nei centri estivi territoriali troveranno spazio laboratori scientifici, discipline STEM, percorsi artistici, musicali e attività motorie pensate per il benessere psicofisico dei minori.

Analizzando i dati statistici recenti forniti da diverse organizzazioni impegnate nel monitoraggio della dispersione scolastica implicita ed esplicita, emerge chiaramente come le ore pomeridiane rappresentino il momento più critico per i minori a rischio di abbandono precoce. Aprire le strutture scolastiche oltre l'orario obbligatorio non risponde soltanto a un'esigenza di conciliazione dei tempi di vita e lavoro per i genitori, ma trasforma l'edificio scolastico in un vero e proprio presidio civico e culturale permanente, capace di sottrarre i giovani alla solitudine digitale e alle piazze degradate.

In questo scenario di cambiamento, i Comuni giocano un ruolo da protagonisti. Nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica, le amministrazioni locali potranno infatti sottoscrivere apposite convenzioni per mantenere accessibili gli edifici scolastici anche in orario extracurriculare. Una sinergia che coinvolgerà attivamente anche gli enti del Terzo settore, le comunità locali e le realtà religiose che gestiscono storicamente le attività di oratorio. L'obiettivo è creare una rete educativa territoriale coesa, dove il personale scolastico, gli educatori professionali e i volontari collaborano per offrire un'offerta formativa integrata e di alto profilo.

Le convenzioni per l'impiego degli edifici scolastici oltre l'orario di lezione non dovranno comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Per sostenere l'intera impalcatura della delega, la copertura finanziaria prevede uno stanziamento di 3,5 milioni di euro per il 2026, che saliranno a 4 milioni per il 2027, per poi stabilizzarsi a un milione di euro all'anno a partire dal 2028. Cifre che, pur richiedendo una gestione oculata da parte degli enti territoriali, offrono una boccata d'ossigeno a un sistema di welfare territoriale spesso costretto a fare i conti con bilanci risicati e bandi a singhiozzo. Sarà fondamentale intercettare anche i fondi strutturali europei e regionali per potenziare ulteriormente le dotazioni strumentali dei laboratori aperti nel pomeriggio.

Dal punto di vista pratico, l'estensione delle attività pomeridiane richiederà una rimodulazione organizzativa che coinvolgerà non solo i docenti, ma anche il personale ATA, chiamato a garantire la sicurezza, l'apertura e la sorveglianza degli spazi oltre il normale orario di servizio, attraverso specifici accordi contrattuali integrativi a livello di singolo istituto. Questo richiederà un coordinamento puntuale tra i dirigenti scolastici e i direttori dei servizi generali ed amministrativi (DSGA).

Per i docenti e il personale scolastico che desiderano farsi trovare pronti di fronte a questa evoluzione dell'offerta formativa pomeridiana, l'aggiornamento delle proprie competenze digitali e metodologiche rappresenta ormai una tappa obblzata, specie considerando l'integrazione di nuove tecnologie nella didattica laboratoriale e l'uso di piattaforme condivise per la gestione dei progetti extracurriculari.

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