Si è chiusa a Verona la Conferenza dei direttori e delle direttrici degli Istituti Italiani di Cultura, un appuntamento che ha animato per quattro giorni gli spazi di Palazzo Maffei, della Gran Guardia e del Teatro Filarmonico. Dal 20 al 23 luglio, i rappresentanti di queste istituzioni hanno fatto il punto sulla promozione del patrimonio italiano fuori dai confini nazionali. Una rete che oggi conta 88 istituti sparsi in 63 Paesi diversi, toccando metropoli come Jakarta e Kiev, Mumbai e New York, dove intellettuali e cittadini stranieri trovano punti di riferimento per la lingua e l'arte.
Nel corso delle sessioni di lavoro, un'attenzione particolare è stata dedicata al quadro normativo di riferimento, regolato principalmente dal Decreto Legislativo n. 64 del 13 aprile 2017 ("Disciplina della promozione della cultura e della lingua italiana all'estero"). Questa normativa ha ridefinito la governance degli Istituti e delle scuole, inserendoli in una strategia di sistema coordinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in stretto raccordo con il Ministero dell'Istruzione e del Merito. La programmazione annuale delle attività, soggetta a scadenze stringenti per la rendicontazione e l'assegnazione dei fondi, richiede standard amministrativi e didattici sempre più elevati da parte del personale coinvolto.
I numeri parlano chiaro: oltre 5000 eventi organizzati ogni anno grazie a un investimento pubblico che supera i 24 milioni di euro. Secondo il rapporto "Io sono Cultura", l'impatto economico complessivo del settore si attesta intorno ai 310 miliardi di euro, pari al 15,4% della ricchezza nazionale. Ogni singolo euro investito genera 1,7 euro negli altri comparti produttivi, dimostrando come la diplomazia culturale rappresenti un motore concreto per la competitività e l'export del Paese. A beneficiare di questo indotto sono soprattutto le filiere connesse al design, all'enogastronomia, al turismo sostenibile e alla manifattura di alta qualità.
La scuola e la cultura all'estero costituiscono un asse strategico per la proiezione internazionale dell'Italia e per il sostegno del Made in Italy nel mondo.
Accanto agli Istituti di Cultura opera il Sistema della Formazione Italiana nel Mondo, che comprende 59 istituzioni scolastiche complessive. Sette di queste sono scuole statali gestite direttamente dal MAECI, con sedi in città chiave come Addis Abeba, Atene, Barcellona, Istanbul, Madrid, Parigi e Zurigo. A completare il quadro ci sono 51 scuole paritarie riconosciute dallo Stato e una scuola non paritaria a Smirne, per un totale di oltre 23.000 studenti seguiti da docenti italiani e stranieri. Per il personale docente e amministrativo (ATA) che ambisce a prestare servizio in queste sedi estere, le procedure di selezione prevedono il superamento di apposite prove di idoneità e la dimostrazione di specifiche competenze trasversali, tra cui la padronanza certificata di almeno una lingua straniera comunitaria.
Il sistema si estende ulteriormente attraverso 92 sezioni italiane inserite all'interno di scuole straniere, internazionali o bilingui, affiancate da una fitta trama di corsi di lingua promossi dalle rappresentanze diplomatiche. Questa capillarità genera una domanda costante di professionisti dell'istruzione in possesso di titoli riconosciuti. Chi lavora o desidera lavorare in questo settore sa quanto sia importante possedere competenze linguistiche certificate e metodologie didattiche aggiornate (come la didattica CLIL o l'insegnamento dell'italiano a stranieri - L2) per operare con efficacia in contesti multiculturali e internazionali altamente competitivi.
Parallelamente agli sbocchi professionali all'estero, il possesso di una certificazione linguistica in linea con il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER) rappresenta un requisito fondamentale anche per i concorsi pubblici nazionali, le graduatorie GPS e l'aggiornamento delle graduatorie di istituto del personale scolastico, offrendo punteggi specifici previsti dai bandi ministeriali. Un valore aggiunto tangibile sia per chi punta a carriere internazionali, sia per chi opera all'interno del sistema scolastico nazionale.
Per approfondire: CEMFORM propone British Institutes B2 — la certificazione linguistica riconosciuta utile per valorizzare il curriculum e affrontare con successo percorsi di internazionalizzazione, mobilità professionale e scalata delle graduatorie scolastiche.


