Le cifre comunicate dall'USR Calabria ai sindacati parlano chiaro e ridisegnano la mappa delle supplenze per il prossimo biennio. Per l'anno scolastico 2026/2027 si registra un incremento di circa il 20% dei posti in deroga sul sostegno rispetto alla precedente rilevazione, un salto numerico che spinge i riflettori su una delle regioni storicamente più sottorganico d'Italia.
Dietro questa percentuale c'è una pressione crescente sulle aule e una domanda di inclusione che continua a superare le previsioni degli organici di diritto. Chi vive il mondo della scuola sa bene cosa significhi gestire questa mole di cattedre temporanee: assegnazioni provvisorie, utilizzazioni e chiamate da graduatoria che si rincorrono nei mesi caldi di fine estate, lasciando spesso gli istituti in trincea fino a ottobre inoltrato.
L'aumento del venti percento dei posti in deroga sul sostegno in Calabria apre scenari inediti per le prossime supplenze, ma impone un'accelerazione sulle abilitazioni specifiche.
Ma quanti docenti avranno il titolo idoneo per coprire questo boom di cattedre? La carenza cronica di specializzati resta il nodo gordiano che nemmeno l'aumento dei posti riesce a sciogliere automaticamente, costringendo i dirigenti scolastici a pescare continuamente dalle graduatorie incrociate o dalla seconda fascia.
La macchina amministrativa dell'USR dovrà gestire una mole di nomine imponente, mentre i riflettori restano puntati sulle segreterie scolastiche calabresi, chiamate a smaltire pratiche complesse in tempi record. La partita si sposta ora sulle prossime finestre di aggiornamento e sulle risposte che il Ministero intenderà dare sul fronte del reclutamento stabile.
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