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Sostegno in deroga e organico di diritto: i precari bastano?

Posti di sostegno in deroga e organico di diritto: basterebbero per tutti i precari? L'analisi sulle criticità delle GPS e delle supplenze.

Sostegno in deroga e organico di diritto: i precari bastano?

Il sistema delle immissioni in ruolo e delle supplenze annuali continua a mostrare falle strutturali che pesano direttamente sui docenti precari. Durante una recente puntata della diretta La Tecnica risponde live, un ascoltatore ha sollevato un interrogativo che fotografa perfettamente la tensione vissuta ogni anno nelle scuole secondarie:

La questione ruota attorno ai posti di sostegno in deroga e alla loro eventuale e auspicata conversione in organico di diritto. Molti si chiedono se un passaggio del genere basterebbe davvero ad assorbire l'enorme massa di docenti specializzati che affolla le graduatorie provinciali per le supplenze, spesso confinata in un limbo di contratti a termine che si rinnovano di settembre in settembre.

Le risposte arrivate dagli esperti durante il confronto mettono in luce una realtà complessa, dove i numeri non sempre coincidono con le reali necessità territoriali. Nelle scuole secondarie, ad esempio, la mini call veloce si è chiusa in molte province con un vero e proprio deserto di posti disponibili, lasciando a bocca asciutta centinaia di docenti in possesso del titolo di specializzazione.

Analizzando i dati forniti dai sindacati di categoria, emerge chiaramente come il fenomeno del sostegno in deroga rappresenti ormai una stampante seriale di precariato: parliamo di oltre 100.000 cattedre attivate ogni anno su base nazionale, autorizzate in via eccezionale ma di fatto strutturali a causa dell'aumento costante delle certificazioni di disabilità (legge 104/92, art. 3, comma 3). Nonostante le richieste avanzate a più riprese dai tavoli tecnici ministeriali, la trasformazione di questi posti in organico di diritto sbatte contro il muro dei tetti di spesa imposti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, vincolati ai parametri di bilancio statale e ai vincoli comunitari sul debito pubblico.

Ma cosa blocca il meccanismo di stabilizzazione?

La conversione dei posti in deroga in organico di diritto risolverebbe solo una parte del problema, scontrandosi con vincoli di bilancio e tetti di spesa ministeriali rigidi.

Il nodo centrale non riguarda soltanto la quantità numerica dei posti attivati ogni anno, ma la loro distribuzione geografica e la tipologia di cattedre autorizzate. Molti istituti continuano a reggersi su nomine in deroga che, pur essendo stabili nei fatti per via della continuità didattica negata agli studenti, rimangono precarie sulla carta dal punto di vista giuridico. A ciò si aggiunge il paradosso delle GPS interamente svuotate al Nord — dove si attinge massicciamente dalle MAD (Messe a Disposizione) e dai percorsi di seconda fascia senza titolo — a fronte di un Sud saturo di docenti specializzati che non riescono ad accedere al ruolo per assenza di posti liberi nei ruoli ordinari.

In questo scenario normativo in continua evoluzione, segnato dalle recenti riforme del reclutamento imposte dal PNRR (Decreto Legge 36/2022 convertito in L. 79/2022), farsi trovare impreparati rischia di compromettere l'intera carriera scolastica. Le graduatorie provinciali per le supplenze rappresentano il terreno di scontro principale, dove ogni singolo punto fa la differenza tra l'ottenimento di un incarico al 31 agosto e la frustrazione di rimanere fuori dalle nomine. Le tabelle di valutazione titoli assegnano un peso determinante non solo al servizio prestato, ma anche alle certificazioni informatiche, linguistiche e ai corsi di perfezionamento coerenti con la propria classe di concorso.

Per chi vive quotidianamente le graduatorie e punta a migliorare la propria posizione in vista dei prossimi aggiornamenti, pianificare la propria strategia formativa diventa l'unica mossa concreta. Accumulare punteggio utile attraverso certificazioni riconosciute permette di scalare posizioni vitali nelle GPS, riducendo il divario tra chi ottiene il ruolo e chi resta in attesa di una nomina che non arriva.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Specializzazione Sostegno — un percorso mirato per i docenti precari che vogliono acquisire il titolo di specializzazione e inserirsi nei canali di stabilizzazione.

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