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Sostegno, nuove abilitazioni in arrivo? L'ottimismo di Pittoni

Si riaccende il dibattito sul nuovo corso di specializzazione sostegno. Mario Pittoni apre a nuove opportunità per i docenti.

Sostegno, nuove abilitazioni in arrivo? L'ottimismo di Pittoni

Photo by Catherine Franken on Pexels

Le aule scolastiche italiane continuano a fare i conti con una carenza cronica di docenti specializzati, una situazione che ogni anno mette a dura prova la continuità didattica per migliaia di alunni con disabilità. Secondo i dati forniti dai sindacati di categoria, su oltre 220.000 posti di sostegno attivati nell'ultimo anno scolastico, una percentuale che supera il 40% è stata coperta da supplenti privi della specifica specializzazione, spesso nominati su richiesta delle famiglie o attraverso le cosiddette messe a disposizione (MAD). In questo scenario complesso, ogni segnale proveniente dai tavoli istituzionali viene esaminato con la massima attenzione dal mondo della scuola, sempre alla ricerca di risposte concrete sul fronte delle abilitazioni e del reclutamento.

Il dibattito si è recentemente arricchito di nuove prospettive grazie alle dichiarazioni affidate ai social da Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega. Interpellato sulle reali possibilità di veder nascere un ulteriore ciclo formativo dedicato — sulla scia dei precedenti cicli gestiti dagli Atenei italiani — l'esponente politico ha scelto la via della cauta apertura, alimentando le speranze di una vasta platea di insegnanti che attendono da tempo un varco per regolarizzare la propria posizione professionale.

Le interlocuzioni istituzionali attualmente in corso non si sono fermate, stando a quanto trapelato dalle ultime note ufficiali e dal confronto serrato tra i tecnici del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e le forze politiche di maggioranza.

Riguardo alle interlocuzioni in corso posso dire che le porte non sono chiuse
, ha dichiarato apertamente Pittoni, lasciando intendere che il confronto politico e tecnico sui canali di accesso al sostegno resta aperto e dinamico, pur dovendo sottostare ai rigidi vincoli imposti dalla normativa vigente in materia di formazione universitaria abilitante.

L'ipotesi sul tavolo guarda dritto verso l'attivazione di un percorso formativo mirato, pensato specificamente per quella fetta di personale docente che possiede già i requisiti d'accesso fondamentali — come l'abilitazione all'insegnamento o i titoli di studio specifici uniti ai CFU richiesti dalla Riforma Bianchi-Tertulliani — ma che finora è rimasta esclusa dai cicli precedenti a causa del numero programmato di posti banditi dalle università. Un intervento di questo tipo andrebbe a intercettare il fabbisogno reale degli istituti, riducendo drasticamente la dipendenza dai contratti a tempo determinato assegnati spesso su materia comune a personale non specializzato, con evidenti benefici sia in termini di qualità dell'offerta formativa per gli studenti con disabilità, sia per la stabilizzazione del precariato storico.

Dal punto di vista operativo, la questione dell'accesso ai percorsi di specializzazione si scontra storicamente con la capacità ricettiva degli Atenei e con la necessità di garantire standard qualitativi elevati attraverso tirocini formativi attivi (TFA) svolti in presenza e supervisionati da tutor specializzati. Proprio su questo punto si concentrano le trattative: trovare un equilibrio tra la richiesta di accesso allargato avanzata dai precari storici e la sostenibilità organizzativa delle facoltà di Scienze della Formazione. A ciò si aggiunge il nodo delle supplenze annuali e della mobilità del personale, temi caldi che si intrecciano inevitabilmente con le nuove disposizioni in materia di reclutamento introdotte dal decreto PA bis e dai successivi decreti attuativi del PNRR.

Cosa spinge verso questo cauto ottimismo? Lo stesso responsabile del Dipartimento Istruzione ha voluto rivendicare un impegno diretto in prima persona su questo fronte, specificando di non utilizzare termini positivi senza solide basi di confronto politico e con i ministeri competenti. Resta ora da capire quali saranno i tempi tecnici per tradurre queste interlocuzioni in un provvedimento effettivo, un passaggio che richiederà inevitabilmente il coordinamento tra Ministero dell'Istruzione, Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) e il Consiglio Universitario Nazionale (CUN), chiamato a esprimersi sui nuovi fabbisogni formativi nazionali.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Specializzazione Sostegno — il percorso universitario pensato per accompagnare i docenti precari verso l'abilitazione e l'inserimento nelle graduatorie dedicate.

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