Formazione & Certificazioni

Sostegno scolastico: il 50% dei posti ai supplenti blocca la continuità

Il sindacato ANIEF denuncia: metà dei posti sul sostegno va ai supplenti, calpestando la continuità didattica e i diritti degli studenti disabili.

Sostegno scolastico: il 50% dei posti ai supplenti blocca la continuità

Photo by Boris Hamer on Pexels

La scuola italiana continua a reggersi su un precariato strutturale che non trova eguali nel resto d'Europa. A sollevare nuovamente il caso è il presidente nazionale di ANIEF, Marcello Pacifico, che punta il dito contro una gestione dei posti in deroga sul sostegno che supera ormai la soglia del cinquanta percento rispetto all'organico di diritto.

Una ferita aperta per i diritti degli alunni con disabilità

Il nodo centrale della questione riguarda la continuità didattica degli studenti con disabilità, sistematicamente compromessa da un sistema di supplenze annuali che si rinnovano di dodici mesi in dodici mesi. Secondo quanto denunciato dal sindacato, affidare una quota così elevata di cattedre al personale precario trasforma il diritto allo studio in una lotteria annuale, dove ogni settembre le famiglie rischiano di veder cambiare il docente di riferimento per i propri figli.

A subire le conseguenze di questa frammentazione organizzativa non sono soltanto le famiglie, ma l'intero ecosistema scolastico. La normativa vigente, a partire dalla Legge 104/92 e dai successivi decreti attuativi come il D.Lgs. 66/2017, pone l'accento sull'inclusione come processo globale e di lungo periodo. Tuttavia, la prassi amministrativa ministeriale continua a privilegiare la logica dell'emergenza numerica rispetto alla pianificazione strutturale. Ogni anno, l'apertura delle aule coincide con la corsa alla copertura dei posti vacanti, costringendo i dirigenti scolastici a destreggiarsi tra graduatorie esaurite, MAD (Messe a Disposizione) e nomine da prima fascia GPS che spesso si esauriscono prima di coprire l'effettivo fabbisogno territoriale.

Fino a quando l'Europa non obbligherà l'Italia ad assumere su tutti i posti in deroga assegnati per più anni, il precariato supererà la metà dell'organico.

Le cifre parlano chiaro: su oltre duecentomila posti complessivi destinati al sostegno scolastico, una fetta vicina ai centomila viene coperta ogni anno tramite deroghe concesse in base all'effettivo incremento delle certificazioni di disabilità gravi. Parliamo di cattedre che, pur venendo riassegnate sistematicamente anno dopo anno agli stessi istituti, non vengono stabilizzate nell'organico di diritto, negando di fatto la natura permanente del fabbisogno assistenziale e didattico.

Dietro questi numeri si nasconde anche una questione di dignità professionale per i docenti specializzati, spesso trattati alla stregua di semplici supplenti temporanei piuttosto che come pilastri stabili della comunità educante. La vertenza affonda le sue radici nel reclamo numero 200 del 2021 presentato al Comitato europeo dei diritti sociali, un dossier che attende ora le decisioni definitive del Comitato dei ministri del Consiglio dell'Unione Europea per costringere il Governo italiano a invertire la rotta.

Le sanzioni comunitarie e i richiami formali a Bruxelles evidenziano una violazione sistematica della direttiva europea sul lavoro a tempo determinato (accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE). L'abuso dei contratti a termine nella pubblica amministrazione, e in particolare nel comparto scuola, espone lo Stato italiano a contenziosi milionari nei tribunali del lavoro, dove i docenti precari continuano a vincere cause per il riconoscimento dell'anzianità di servizio, dei risarcimenti per abuso di reiterazione e della parità di trattamento economico e normativo rispetto ai colleghi di ruolo.

La soluzione indicata da ANIEF prevede il passaggio di circa centomila cattedre dall'organico di fatto all'organico di diritto. Un intervento del genere azzererebbe gran parte delle supplenze fino al trenta giugno, garantendo stabilità lavorativa ai docenti e offrendo finalmente agli alunni quella continuità pedagogica prevista dalle normative ma disattesa nella pratica quotidiana delle aule.

Per i professionisti della scuola che intendono farsi trovare pronti di fronte a una possibile svolta nelle procedure di reclutamento e stabilizzazione, l'aggiornamento costante e il conseguimento dei titoli specifici rappresentano un requisito imprescindibile. La complessità dei bisogni educativi speciali richiede competenze metodologiche e didattiche avanzate che non possono essere improvvisate.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Specializzazione Sostegno — il percorso dedicato ai docenti precari per conseguire l'abilitazione specifica e inserirsi a pieno titolo nelle graduatorie.

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