Tre milioni e settecentotrentottomila euro. Questa è la cifra messa sul tavolo dalla Regione Lombardia per rinnovare e potenziare il programma "Scuola in Ascolto" nel triennio 2026-2029, un investimento che supera le precedenti edizioni con l'obiettivo dichiarato di prevenire il disagio giovanile e intercettare precocemente le situazioni di fragilità emotiva tra gli studenti.
Il bando mira a rafforzare la presenza di sportelli pedagogici e psicologici all'interno degli istituti di ogni ordine e grado, estendendo il supporto sia alle scuole statali e paritarie del primo e secondo ciclo sia alle istituzioni formative del sistema IeFP (Istruzione e Formazione Professionale), in collaborazione stretta con l'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia.
"Abbiamo rafforzato la misura con uno stanziamento superiore al passato e con novità per semplificare il lavoro delle scuole, riducendo gli oneri burocratici e garantendo una continuità temporale che permetta ai professionisti di instaurare un legame di fiducia duraturo con gli alunni e le famiglie."
I numeri registrati nella passata programmazione (2023-2025) offrono la dimensione esatta del fenomeno e della risposta del territorio: cinquantadue reti territoriali attivate, novecentoquarantacinque istituti coinvolti e trecentonovantuno sportelli operativi grazie a quattrocentodiciassette professionisti contrattualizzati, suddivisi tra trecentouno psicologi e centosedici pedagogisti. Una macchina complessa che ha gestito decine di migliaia di colloqui, offrendo uno spazio sicuro non solo agli studenti, ma anche ai genitori e al personale scolastico spesso sovraccarico di responsabilità educative.
L'analisi dei dati regionali evidenzia come la richiesta di supporto sia cresciuta in modo esponenziale dopo il periodo pandemico, con un incremento delle segnalazioni legate ad ansia da prestazione, isolamento sociale (fenomeni riconducibili al cosiddetto ritiro sociale o *hikikomori*), calo della motivazione allo studio e conflittualità tra pari. In questo scenario, la figura dello psicologo e del pedagogista scolastico non si configura più come un intervento straordinario o emergenziale, ma come un pilastro strutturale della comunità educante.
L'accelerazione su questi temi non arriva per caso. Nei mesi scorsi, la comunità scolastica lombarda è stata profondamente scossa da episodi di violenza tra i banchi, come l'aggressione avvenuta all'Istituto Comprensivo "Leonardo Da Vinci" di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Una vicenda che ha portato l'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, a ribadire l'urgenza di presìdi interni capaci di intercettare le tensioni prima che degenerino in atti di bullismo o cyberbullismo con conseguenze legali e psicologiche devastanti.
Dal punto di vista operativo, la nuova programmazione introduce criteri di ripartizione delle risorse basati non solo sul numero di studenti, ma anche sugli indici di vulnerabilità sociale ed economica delle aree di insediamento scolastico. Questo significa che gli istituti situati in contesti periferici o a maggiore rischio di dispersione scolastica riceveranno un supporto mirato e proporzionale alle reali criticità del tessuto sociale di riferimento.
Per il corpo docente e per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), l'implementazione capillare degli sportelli rappresenta un'opportunità di co-progettazione formativa. Gli insegnanti, infatti, pur non sostituendosi agli specialisti, costituiscono il primo livello di osservazione in classe: attraverso corsi di formazione specifici e momenti di supervisione congiunta con gli psicologi dello sportello, i professori possono acquisire strumenti di alfabetizzazione emotiva per riconoscere i primi segnali d'allarme, come sbalzi d'umore improvvisi, cali repentini del rendimento o tendenza all'isolamento.
Per quanto riguarda le scadenze operative, le scuole interessate a fare parte delle reti territoriali dovranno presentare la propria manifestazione di interesse entro le ore 17 del 2 ottobre 2026. L'invio della documentazione deve avvenire esclusivamente per via telematica tramite la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS, seguendo scrupolosamente le linee guida tecniche pubblicate sul portale istituzionale.
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