Un milione e ottocentomila euro per arginare la dispersione scolastica attraverso i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale. La Regione Molise ha pubblicato un avviso pubblico mirato a potenziare il sistema dell'apprendimento duale, offrendo una boccata d'ossigeno agli istituti e agli enti accreditati che operano sul territorio regionale.
L'iniziativa si inserisce nel più ampio perimetro del Programma Operativo Regionale (POR) FSE 2021-2027, recependo le linee guida ministeriali in materia di transizione tra scuola e lavoro. L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato innalzare i livelli di competenze chiave degli studenti a rischio di abbandono precoce (i cosiddetti NEET, Not in Education, Employment, or Training); dall'altro, allineare l'offerta formativa locale alle reali esigenze del tessuto produttivo regionale, caratterizzato prevalentemente da piccole e medie imprese manifatturiere, artigiane e legate al settore turistico-ricettivo.
Le segreterie didattiche e amministrative degli enti coinvolti dovranno rispettare una tabella di marcia particolarmente stretta per presentare la documentazione richiesta. La finestra temporale utile per l'invio delle istanze tramite la piattaforma telematica regionale va infatti dal 22 luglio fino al prossimo 5 agosto, un periodo estivo che solitamente coincide con il carico di lavoro più intenso per il personale amministrativo, impegnato simultaneamente nelle procedure di avvio del nuovo anno scolastico, nei trasferimenti e nelle immissioni in ruolo.
Le criticità operative non riguardano unicamente la tempistica, ma investono la natura stessa degli adempimenti richiesti dal bando. La normativa di riferimento impone la stesura di piani finanziari dettagliati, la conformità ai criteri di ammissibilità della spesa comunitaria e la gestione di anagrafiche complesse per il monitoraggio dei corsisti. Un errore nella compilazione dei formulari o il mancato rispetto dei requisiti di tracciabilità possono compromettere l'intero finanziamento, esponendo l'ente a contenziosi o alla revoca dei fondi assegnati.
Il bando punta a rafforzare il legame tra formazione professionale e inserimento lavorativo, un nodo cruciale per il futuro dei giovani molisani.
Analizzando i dati statistici diffusi dall'INVALSI e dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, il Molise presenta tassi di abbandono scolastico implicito ed esplicito che destano preoccupazione, soprattutto nelle aree montane e periferiche della provincia di Isernia e Campobasso. In questi contesti, la dispersione non è soltanto sinonimo di interruzione degli studi, ma rappresenta una perdita di capitale umano che impoverisce il territorio, costringendo i giovani alla migrazione formativa e lavorativa verso le regioni del Centro-Nord.
Per invertire questa tendenza, l'Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) si conferma uno strumento formidabile, capace di garantire una qualifica professionale riconosciuta a livello nazionale ed europeo in regime di obbligo d'istruzione. Tuttavia, la tenuta di questi percorsi dipende in modo inversamente proporzionale dalla burocrazia: minore è l'attrito amministrativo, maggiore è la capacità degli enti di concentrarsi sulla didattica inclusiva e sull'orientamento personalizzato.
L'intervento regionale si inserisce nel quadro delle politiche europee e nazionali dedicate al diritto allo studio e alla qualificazione professionale dei giovani che rischiano di uscire precorsamente dal circuito formativo. Chi lavora ogni giorno nelle scuole e negli enti sa quanto sia complesso intercettare la dispersione implicita ed esplicita, soprattutto nelle aree interne dove l'offerta formativa alternativa risulta più limitata e i collegamenti di trasporto pubblico rendono difficoltosa la frequenza quotidiana.
Per gestire pratiche complesse, bandi di finanziamento europei e regionali e la rendicontazione dei progetti legati all'IeFP, le segreterie scolastiche e gli enti formativi richiedono competenze amministrative sempre più avanzate e certificate. Spesso il personale amministrativo deve confrontarsi con piattaforme digitali complesse, come i sistemi di gestione per la rendicontazione telematica (SIRT), e adempimenti burocratici stringenti che richiedono una preparazione specifica per evitare lo scarto delle domande per vizi formali.
Di fronte a un quadro normativo in costante evoluzione e a un'amministrazione pubblica sempre più digitalizzata, la figura del lavoratore ATA non può più limitarsi a compiti di mera esecuzione. Un salto di qualità verso una gestione manageriale dei flussi documentali e dei progetti finanziati, valorizzando le professionalità interne attraverso percorsi di aggiornamento mirati che rispondano concretamente alle sfide della scuola contemporanea.
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