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Stipendi ATA e stabilità: l'allarme di Cisl Scuola per settembre

Personale ATA dimenticato e stipendi troppo bassi: l'allarme della Cisl Scuola in vista della Legge di Bilancio e della ripresa di settembre.

Stipendi ATA e stabilità: l'allarme di Cisl Scuola per settembre

Photo by Sergey Sergeev on Pexels

Il comparto Istruzione affronta la ripresa autunnale con nodi irrisolti che pesano soprattutto sulla componente non docente. A lanciare l'allarme è Ivana Barbacci, segretaria generale nazionale della Cisl Scuola, intervenuta su Orizzonte Scuola TV per denunciare una situazione definita non più tollerabile. Al centro del confronto figurano il rinnovo del contratto 2025-2027, le graduatorie in sospeso e le posizioni economiche bloccate da mesi.

La questione delle posizioni economiche rappresenta una vera spina nel fianco per la categoria. Dopo concorsi partiti nel 2024 e conclusi dopo un iter durato due anni, la battuta d'arresto attuale rischia di minare la fiducia nella contrattazione. "Non chissà quando, ma nelle prossime ore dobbiamo dare certezza legittima", ha dichiarato la sindacalista, sottolineando come l'errore principale sia stato quello di affidarsi a finanziamenti spot anziché a un meccanismo strutturale.

Analizzando l'impatto di questo blocco sul piano operativo, emerge chiaramente come l'assenza di risposte certe influisca negativamente sul clima lavorativo all'interno degli istituti. Gli assistenti amministrativi e tecnici, già gravati da carichi di lavoro crescenti a causa della digitalizzazione dei processi e della gestione dei fondi PNRR, vedono disattese le aspettative di valorizzazione professionale maturate con il superamento delle procedure selettive. Questo scollamento tra gli impegni assunti dall'amministrazione e la realtà dei fatti alimenta un diffuso senso di frustrazione, che rischia di riflettersi sull'efficienza complessiva dei servizi di segreteria, autentico motore organizzativo della scuola autonoma.

"Il personale ATA, in tutta la pubblica amministrazione, ha la base stipendiale più bassa. Almeno si lavori sulla loro stabilità."

Il divario retributivo che penalizza i collaboratori scolastici, gli assistenti e i coadiutori rispetto alle altre funzioni centrali dello Stato non è un mistero, ma i dati recenti evidenziano un'urgenza non più procrastinabile. Con un potere d'acquisto eroso dall'inflazione degli ultimi anni, lo stipendio medio di ingresso nel profilo ATA fatica a garantire standard di vita adeguati, specie nelle aree metropolitane dove il costo della vita è sensibilmente superiore. Il principio invocato dal sindacato prevede dunque la creazione di un fondo stabile, alimentato in modo permanente per garantire regolarità nei pagamenti senza dipendere ogni volta dai singoli interventi del Ministero dell'Economia e delle Finanze. I ministeri competenti starebbero cercando una soluzione per coprire il biennio 2024-2026 e mettere tutto a regime, ma la richiesta di un incontro formale punta a ottenere certezze prima dell'avvio delle lezioni.

Accanto al capitolo economico, resta aperto il fronte delle immissioni in ruolo, giudicate del tutto inadeguate a coprire le reali necessità delle segreterie e dei plessi scolastici. Limitarsi a coprire il mero turnover lascia irrisolta la fragilità strutturale del sistema. La richiesta avanzata in vista della prossima Legge di Bilancio punta a coprire circa 30.000 posti vacanti, valutando anche un piano di inserimento progressivo spalmato su due o tre anni qualora non vi fossero le condizioni per un'unica soluzione.

La carenza cronica di organico nelle segreterie scolastiche si traduce quotidianamente in carichi di lavoro insostenibili, con uffici spesso costretti a operare con la metà del personale previsto dalle piante organiche storiche. Questa situazione di emergenza permanente compromette la qualità e la tempestività delle risposte all'utenza, dai rapporti con le famiglie alla gestione delle carriere dei docenti. Per fronteggiare questa transizione complessa, caratterizzata da nuove responsabilità amministrative e digitali, diventa fondamentale per il personale non docente investire sulla propria qualificazione professionale, trasformando le difficoltà attuali in un'opportunità di crescita di carriera.

Per approfondire: CEMFORM propone Coordinatore Amministrativo — il percorso formativo avanzato per il personale ATA che permette di acquisire competenze di secondo livello e incrementare il proprio punteggio nelle graduatorie.

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