Le notifiche sullo smartphone continuano a suonare anche a sera fonda, tra chat di classe con i genitori e disposizioni urgenti diramate dai dirigenti quando la scuola è chiusa da ore. Una situazione che ha superato il livello di guardia, spingendo la Federazione Gilda-Unams a intervenire con decisione durante l'ultimo incontro tecnico tenutosi presso l'Aran per il rinnovo della parte normativa del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del comparto Istruzione.
Il sindacato guidato da Patrizia Castellana ha messo nero su bianco un'esigenza che migliaia di insegnanti denunciano sottovoce da tempo: il diritto alla disconnessione non può restare un concetto astratto. Quando la campanella dell'ultima ora suona, la prestazione lavorativa deve interrompersi per riprendere il giorno successivo, salvaguardando il riequilibrio psicofisico del personale docente ed educativo.
Il nodo delle comunicazioni digitali e la tutela del tempo libero
Dietro la pressione costante delle piattaforme di messaggistica istantanea si nasconde una zona grigia che il nuovo CCNL dovrebbe finalmente normare. Le richieste di chiarimento sui registri elettronici, le circolari dell'ultimo minuto e le urgenze fittizie immesse nei canali telematici invadono sistematicamente gli spazi personali. Ma chi tutela davvero il confine sottile tra vita privata e doveri professionali?
Il diritto alla disconnessione fuori dall'orario di lavoro deve diventare una norma inderogabile del nuovo contratto per restituire dignità alla professione docente.
Durante il confronto all'Aran, la delegazione sindacale ha evidenziato come la digitalizzazione spinta degli ultimi anni abbia finito per dilatare la giornata lavorativa ben oltre le ore d'aula e i consigli di classe calendarizzati. Senza paletti normativi chiari, il rischio concreto è quello di una reperibilità permanente non retribuita che alimenta il burnout nella categoria. Per gestire in modo efficiente gli strumenti digitali e le piattaforme scolastiche senza subire passivamente le scadenze, molti docenti scelgono di potenziare le proprie competenze con percorsi mirati come la certificazione informatica IDCERT DigComp 2.2, utile anche per il punteggio nelle graduatorie.
Il negoziato entra ora nella fase calda e le parti sociali dovranno decidere se recepire queste istanze di buonsenso o lasciare il personale alla mercé della discrezionalità organizzativa dei singoli istituti. La palla passa all'Aran e alle delegazioni di parte pubblica, chiamate a dare risposte concrete a una categoria che chiede semplicemente il rispetto dei propri confini contrattuali.
Per approfondire: CEMFORM propone IDCERT DigComp 2.2 — la certificazione informatica accreditata che riconosce 1 punto nelle GPS e attesta la padronanza degli strumenti digitali scolastici.


