L'avvicinarsi della finestra estiva dedicata alla presentazione delle istanze per le supplenze docenti, prevista indicativamente tra il 16 e il 29 luglio, pone i precari di fronte a una scelta strategica di fondamentale importanza. La compilazione delle cosiddette "150 preferenze" non è una mera formalità burocratica, ma un atto che vincola il docente per l'intero anno scolastico, determinando l'assegnazione delle cattedre disponibili.
Il sistema informatizzato, gestito dagli Uffici Scolastici Provinciali (USP), assegna le supplenze sulla base dell'ordine di preferenza espresso dall'aspirante. È essenziale, pertanto, inserire esclusivamente le sedi, i comuni o i distretti in cui si è realmente disposti a prestare servizio. Un errore di valutazione in questa fase può comportare conseguenze disciplinari e amministrative significative per la propria carriera scolastica.
Le conseguenze del rifiuto di una nomina
Cosa accade se un docente riceve una proposta di supplenza per una delle sedi inserite nella propria domanda e decide di rifiutarla? La normativa vigente è chiara: il rifiuto di una nomina ottenuta su una preferenza esplicitamente inserita nell'istanza comporta la sanzione della perdita della possibilità di conseguire supplenze per l'intero anno scolastico, sia da GaE che da GPS, per tutte le classi di concorso e posti di insegnamento di ogni ordine e grado.
La scelta delle 150 preferenze deve essere ponderata con estrema attenzione: inserire sedi non gradite espone al rischio concreto di sanzioni che precludono ogni supplenza per l'anno in corso.
È bene ricordare che la mancata presentazione della domanda entro i termini stabiliti equivale alla rinuncia a partecipare alla procedura di assegnazione delle supplenze da GaE e GPS. Al contrario, la mancata indicazione di alcune sedi o tipologie di cattedra non comporta sanzioni, ma semplicemente l'esclusione da quelle specifiche disponibilità. La prudenza, dunque, deve guidare la compilazione: è preferibile omettere una sede piuttosto che rischiare di dover rifiutare un incarico assegnato dal sistema.
In un contesto di alta competitività, dove ogni posizione in graduatoria è determinante per l'assegnazione di una cattedra, la corretta gestione del punteggio diventa un elemento imprescindibile per migliorare la propria posizione. Aumentare il proprio profilo professionale attraverso certificazioni riconosciute permette di affrontare le procedure di nomina con maggiore serenità e competitività.
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