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Università e stipendi: la laurea fa guadagnare il 37% in più

Quanto vale una laurea sul mercato del lavoro? I dati rivelano stipendi più alti del 37% rispetto ai diplomati, con forti differenze tra le facoltà.

Università e stipendi: la laurea fa guadagnare il 37% in più

Photo by ANTONELLA GUGLIOTTI on Pexels

La domanda che ogni studente e ogni famiglia si pone prima di scegliere il percorso accademico riguarda sempre il ritorno economico dell'investimento. Per anni la risposta è stata un secco sì, con il titolo di studio considerato il passaporto per una carriera solida. Oggi, tuttavia, i numeri dell'University Report 2026 dell'Osservatorio JobPricing restituiscono un quadro decisamente più articolato e complesso, dove non tutte le discipline offrono le stesse opportunità, imponendo una pianificazione strategica fin dalle scuole superiori.

Nel panorama nazionale, l'Italia destina all'istruzione appena il 4% del proprio PIL, rimanendo al di sotto della media europea fissata al 4,8%. Questo divario strutturale si ripercuote anche sulla percentuale di giovani laureati nella fascia d'età tra i 25 e i 34 anni, ferma al 31,6% contro il 48,7% registrato dalla media OCSE. Nonostante questo rallentamento sistemico e le difficoltà burocratiche legate all'accesso al credito per gli studenti, frequentare l'università funziona come uno scudo efficace contro la disoccupazione, garantendo un tasso di occupazione dell'82,8% a fronte del 62,5% della forza lavoro complessiva registrato a livello nazionale.

Analizzando le buste paga, la retribuzione annua lorda media di chi possiede un titolo universitario si attesta sui 42.378 euro, mentre chi si ferma al diploma guadagna circa 30.999 euro. Parliamo di un differenziale del 37% che tende ad amplificarsi con il passare degli anni e l'avanzamento di carriera. Tra i giovani professionisti lo scarto si ferma al 21%, ma superata la soglia dei cinquantacinque anni la differenza esplode, arrivando a premiare i laureati con una retribuzione superiore del 68% rispetto ai colleghi senza titolo.

Questo divario retributivo a lungo termine assume una rilevanza particolare anche per il personale del comparto scuola e per chi guarda ai concorsi pubblici come sbocco professionale. Le tabelle ministeriali e i requisiti d'accesso ai concorsi ordinari per la docenza richiedono infatti il possesso di specifici CFU (Crediti Formativi Universitari) all'interno del proprio piano di studi, normati dai recenti decreti di riforma della formazione iniziale e continua dei docenti (DPCM 60/2023). Spesso, chi possiede una laurea ma deve integrare esami specifici per coprire classi di concorso differenti si trova nella necessità di colmare rapidamente tali lacune accademiche senza dover necessariamente intraprendere un intero percorso di magistrale.

Il valore di un titolo accademico cresce nel corso del tempo, trasformandosi in un vantaggio competitivo decisivo per l'accesso ai ruoli di maggiore responsabilità e per la scalata nelle graduatorie pubbliche e private.

Le differenze salariali diventano ancora più marcate se si osserva l'area disciplinare di provenienza. Le materie tecnico-scientifiche dominano le prime posizioni, con i giovani ingegneri chimici e dei materiali che partono da una media di 37.693 euro annui. Di contro, i percorsi umanistici pagano uno scotto iniziale più pesante, come dimostrano i laureati in scienze storiche e filosofiche fermi a quota 32.049 euro. Sulla capacità di spesa del titolo incide anche la geografia, dato che studiare in un ateneo del Nord assicura mediamente il 9% in più rispetto al Sud e alle Isole, un divario che riflette la diversa densità industriale e la concentrazione di grandi aziende multinazionali sul territorio.

In questo scenario in costante evoluzione, la flessibilità formativa diventa la chiave principale per orientarsi nel mercato del lavoro. Aumenta costantemente il numero di professionisti già inseriti nel mondo del lavoro, compresi docenti di ruolo e aspiranti tali, che scelgono di integrare le proprie competenze per migliorare la propria posizione economica o per accedere a nuove opportunità di mobilità professionale, sfruttando la modalità di studio telematica per conciliare impegni lavorativi e aggiornamento costante.

Per approfondire: CEMFORM propone Corsi Singoli eCampus — un'offerta completa di insegnamenti universitari per colmare debiti formativi, integrare CFU o prepararsi ai concorsi della scuola.

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