Trasformare i libri di storia in un'esperienza vissuta. È questo l'obiettivo dietro al nuovo stanziamento per i percorsi didattici dedicati ai luoghi della deportazione, un'iniziativa che punta a coinvolgere direttamente le aule scolastiche prima dell'arrivo dell'inverno.
La macchina organizzativa si è mossa ufficialmente con il provvedimento emesso il 22 ottobre 2026, registrato negli archivi regionali con il numero 3053. L'obiettivo dell'atto è ripartire fondi specifici per la progettazione e la realizzazione dei cosiddetti "viaggi nella memoria", percorsi che uniscono la preparazione in classe alla visita sul campo nei territori segnati dalla tragedia della Shoah.
Dietro questo stanziamento si muove un impianto normativo e pedagogico ben definito, che affonda le sue radici nelle linee guida ministeriali per l'educazione alla cittadinanza attiva. Le risorse messe a disposizione non coprono infatti la sola trasferta logistica, ma impongono un modello di progettazione integrata: il viaggio deve essere il punto d'arrivo di un percorso di approfondimento storico, sociologico e filosofico che occupi diverse settimane del piano dell'offerta formativa (PTOF). L'intento delle istituzioni è evitare il rischio della "gita" decontestualizzata, trasformando l'esperienza in un laboratorio permanente di cittadinanza critica.
Ma chi può realmente partecipare a questa finestra di opportunità formativa?
I destinatari dell'intervento sono esclusivamente le studentesse e gli studenti che frequentano gli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado. Un paletto preciso, che seleziona i ragazzi in età di maturità civica e critica, pronti a elaborare concetti complessi prima di varcare i cancelli dei memoriali europei.
Questa fascia d'età non è stata scelta a caso. Gli ultimi due anni di superiori rappresentano il momento in cui i programmi di storia contemporanea affrontano in modo sistematico l'ascesa dei regimi totalitari nel Novecento, la legislazione razziale e la meccanizzazione dello sterminio industriale. Inoltre, i ragazzi di questa fascia d'età possiedono gli strumenti cognitivi ed emotivi adeguati per reggere l'impatto psicologico e conoscitivo dei luoghi simbolo della repressione nazifascista, da Auschwitz-Birkenau a Mauthausen, fino ai campi di transito e smistamento italiani come la Risiera di San Sabba o il campo di Fossoli.
Per le segreterie scolastiche e i team di docenti, l'avviso rappresenta una sfida amministrativa non indifferente. La gestione dei fondi vincolati richiede la rendicontazione puntuale di ogni singola voce di spesa, dal trasporto alla didattica preparatoria, passando per le coperture assicurative e i permessi per il personale accompagnatore. Il tempo a disposizione per la progettazione non è molto. La scadenza inderogabile per la presentazione delle proposte è fissata al 18 novembre 2026, termine entro cui gli istituti dovranno completare l'iter burocratico sulla piattaforma dedicata per accedere al finanziamento.
Dal punto di vista pratico, il personale ATA e i docenti referenti devono coordinarsi tempestivamente per deliberare il progetto nei consigli di classe e ottenere il via libera dal Collegio docenti e dal Consiglio d'istituto. La complessità dei bandi regionali impone spesso la creazione di un gruppo di lavoro ristretto, capace di interfacciarsi con gli enti locali, le associazioni della Resistenza e gli istituti storici della Resistenza e dell'età contemporanea (ISREC), che spesso collaborano alla co-progettazione dei moduli formativi destinati ai ragazzi.
«La memoria non è un esercizio di stile scolastico, ma l'unico antidoto concreto contro il ritorno dei totalitarismi e dell'indifferenza.»
Per i docenti referenti dei progetti e per le segreterie scolastiche si apre adesso una fase di lavoro intenso. La stesura del piano didattico richiede infatti un raccordo rigoroso tra le ore di lezione frontale e le attività laboratoriali che precedono la partenza. È fortemente consigliato inserire nel dossier di candidatura anche momenti di restituzione pubblica — come cineforum, mostre fotografiche o incontri con testimoni e storici — che permettano agli studenti viaggiatori di fare da moltiplicatori della conoscenza all'interno della propria comunità scolastica, estendendo il valore del viaggio anche a chi è rimasto in classe.
Documenti ufficiali e riferimenti normativi
- Avviso n. 3053 del 22-10-2026 (USR Liguria) — Testo integrale del decreto di assegnazione risorse per i viaggi della memoria.
- Linee guida ministeriali per i viaggi di istruzione e i percorsi di cittadinanza e Costituzione nelle scuole secondarie superiori.


