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Visite fiscali docenti e ATA: regole, orari e ultime novità

Quali sono le fasce orarie delle visite fiscali per docenti e personale ATA? Ecco cosa cambia dopo le ultime sentenze e cosa bisogna sapere.

Visite fiscali docenti e ATA: regole, orari e ultime novità

Un campanello che suona la mattina presto puo scatenare l'ansia di qualsiasi dipendente pubblico, ma nel comparto scuola la gestione della malattia e delle visite fiscali segue dinamiche procedurali particolarmente rigide. La sentenza n. 16305/2023 del TAR del Lazio, pubblicata il 3 novembre 2023, ha riacceso il dibattito su un tema che tocca quotidianamente migliaia di cattedre e uffici di segreteria: l'annullamento del decreto ministeriale che equiparava le fasce di reperibilità tra pubblico e privato. Ma quali sono, nello specifico, le regole attualmente in vigore per il personale docente e ATA?

Per anni si è discusso della disparità di trattamento tra i lavoratori del settore privato e quelli statali. Nel pubblico impiego, infatti, la reperibilità è tradizionalmente fissata su finestre orarie più ampie, pari a ben sette ore giornaliere, divise in due fasce distinte. I docenti assenti per malattia devono rimanere a disposizione del medico legale dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 di ogni singolo giorno, inclusi i festivi e i weekend. Non rispettare questi limiti senza un giustificato motivo espone il dipendente a sanzioni disciplinari e alla decurtazione della retribuzione, un rischio che la burocrazia scolastica non perdona.

Cosa cambia dopo la pronuncia del TAR

La decisione del tribunale amministrativo ha sottolineato la necessità di una armonizzazione che non è mai arrivata del tutto, lasciando temporaneamente il settore in un limbo normativo. Nello specifico, il TAR ha evidenziato l'illegittimità del decreto n. 206/2020 nella parte in cui non ha uniformato le fasce orarie a quelle del settore privato (che prevedono appena quattro ore di reperibilità giornaliera, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19). Tuttavia, a causa degli effetti sospensivi e dei complessi passaggi interministeriali tra Ministero della Pubblica Amministrazione e INPS, ad oggi per docenti e personale ATA restano formalmente in vigore le consuete sette ore. Questa anomalia continua a generare contenziosi seriali presso i tribunali del lavoro.

Ma cosa rischia realmente un insegnante che si allontana dal proprio domicilio durante le ore di controllo? Le assenze ingiustificate comportano la perdita totale del trattamento economico per i primi dieci giorni e del 50 percento per i periodi successivi, oltre all'obbligo di rientrare tempestivamente in servizio non appena cade la prognosi. A ciò si aggiunge l'avvio di un procedimento disciplinare da parte dell'istit scolastico, che può sfociare in sanzioni proporzionali alla gravità della condotta, come previsto dal CCNL del comparto Istruzione e Ricerca.

Le uniche eccezioni previste dalla normativa riguardano situazioni particolari, come le terapie salvavita, le visite specialistiche documentate o cause di forza maggiore che costringono il lavoratore a lasciare l'abitazione. In questi casi, il dirigente scolastico e l'INPS devono essere informati preventivamente o comunque tempestivamente, presentando idonea certificazione medica per evitare contestazioni disciplinari da parte dell'USP di competenza. Ricordare che l'onere della prova spetta interamente al dipendente, il quale dovrà dimostrare l'effettiva improrogabilità della visita o della prestazione sanitaria in orario di reperibilità.

Dal punto di vista operativo, la gestione dei certificati di malattia attraverso il sistema telematico dell'INPS impone agli assistenti amministrativi una verifica puntuale dei flussi di datos. Spesso, un errore nell'inserimento dell'indirizzo di reperibilità o una mancata comunicazione tempestiva di variazione domicilio da parte del docente possono trasformarsi in una segnalazione di assenza ingiustificata, attivando una catena di adempimenti complessi per la segreteria scolastica.

Gestire la burocrazia legata alle assenze e ai permessi richiede spesso competenze specifiche, soprattutto per chi lavora negli uffici di segreteria e deve districarsi tra piattaforme telematiche e circolari ministeriali sempre nuove. Per chi opera nel settore amministrativo, l'aggiornamento costante rappresenta l'unico scudo contro gli errori procedurali.

La reperibilità durante la malattia non è una semplice formalità burocratica, ma un obbligo di servizio che richiede massima attenzione alle fasce orarie stabilite dalla legge.

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