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Visti studenti USA: stop alla permanenza a tempo indeterminato

Dal 2026 cambiano le regole per i visti studenti negli USA. Stop al soggiorno a tempo indeterminato con un limite massimo di quattro anni.

Visti studenti USA: stop alla permanenza a tempo indeterminato

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Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti ha appena ridisegnato il perimetro normativo per i cittadini stranieri che scelgono le università americane per la propria formazione. Il provvedimento, che diventerà operativo il 15 settembre 2026, cancella definitivamente la consueta "Duration of Status", un istituto giuridico che permetteva agli studenti internazionali di restare nel Paese per l'intera durata del proprio percorso accademico senza scadenze fisse sulla permanenza.

Le università d'oltreoceano si preparano a gestire una burocrazia molto più complessa. Fino a oggi, chi otteneva l'iscrizione a un programma di studio poteva contare su una flessibilità notevole legata al mantenimento dello status di studente regolare. La nuova stretta impone invece un tetto massimo di quattro anni per la stragrande maggioranza dei titoli di istruzione superiore.

Ma cosa accade a chi frequenta corsi di laurea particolarmente lunghi o programmi di dottorato che richiedono tempistiche superiori alla media? Chiunque superi la soglia dei quarantotto mesi dovrà presentare una richiesta di estensione formale alle autorità federali, affrontando nuove verifiche sui progressi accademici e sulla fedeltà al piano di studi originario.

La fine del soggiorno a tempo indeterminato segna un punto di svolta storico per la mobilità studentesca internazionale verso gli Stati Uniti.

Le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari intensificheranno i controlli preventivi già in fase di rilascio del documento. L'obiettivo dichiarato di Washington è arginare i fenomeni di permanenza irregolare post-laurea, un fenomeno monitorato da tempo dalle agenzie di sicurezza interna. Gli atenei americani temono tuttavia un calo drastico delle iscrizioni da parte dei talenti europei e asiatici, che potrebbero orientarsi verso sistemi universitari meno restrittivi, come quelli del Regno Unito o dell'Australia.

Per i docenti italiani e i professionisti della scuola che seguono i programmi di mobilità internazionale o curano i rapporti con gli istituti esteri, questa stretta normativa rappresenta un elemento di discontinuità non indifferente. Chi pianifica un periodo di studio o di ricerca negli Stati Uniti dovrà calcolare con estrema precisione i tempi burocratici, riducendo al minimo i margini di errore per non rischiare il rimpatrio forzato o il blocco dei visti in corso d'opera.

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