Formazione & Certificazioni

Alternanza scuola lavoro: 4 studenti su 10 senza tirocinio

A dieci anni dall'introduzione, l'alternanza scuola lavoro mostra gravi lacune. Quattro maturandi su dieci affrontano il diploma senza tirocini.

Alternanza scuola lavoro: 4 studenti su 10 senza tirocinio

Se la vita di un maturando fosse un film, il titolo ideale per questa stagione potrebbe tranquillamente essere "Odissea nel futuro". L'esame di Stato si avvicina ma la realtà dietro i banchi racconta un'altra storia, fatta di incertezze e di occasioni mancate per chi si affaccia al mondo professionale. L'ultimo monitoraggio dell'Osservatorio "Giovani e Orientamento", nato dalla collaborazione tra Skuola.net e Gi Group, scatta una fotografia impietosa del sistema formativo italiano a dieci anni dalla riforma che ha introdotto i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento.

I numeri parlano chiaro e non ammettono troppe interpretazioni. Almeno un neodiplomato su tre si presenta al traguardo finale senza avere la minima idea di cosa farà l'indomani, ma soprattutto senza aver mai messo piede in un contesto lavorativo reale durante il triennio delle superiori. Il quadro peggiora ulteriormente quando si analizzano le percentuali complessive dei tirocini effettivamente svolti. Ben quattro studenti su dieci lasciano gli istituti superiori senza aver completato un percorso formativo sul campo che sia davvero aderente alle richieste del mercato contemporaneo.

Le ore obbligatorie previste dalla normativa si scontrano quotidianamente con la carenza cronica di aziende partner disposte a ospitare i ragazzi, lasciando spesso gli istituti scolastici isolati nella ricerca di soluzioni praticabili. La riforma avrebbe dovuto costruire un ponte solido tra i banchi e le imprese, riducendo quel divario storico che penalizza i giovani italiani in cerca di occupazione. Ma chi paga il prezzo più alto di questa transizione incompiuta?

Le conseguenze ricadono direttamente sui ragazzi, costretti a costruire il proprio percorso post-diploma senza alcuna bussola esperienziale, mentre il corpo docente si trova a gestire la burocrazia dei PCTO senza gli strumenti adeguati. Per colmare questo divario strutturale, la scuola non può delegare tutto all'esterno e deve puntare con decisione sulla formazione avanzata dei propri docenti e sulla digitalizzazione dei processi didattici.

La scuola non può formare i professionisti di domani senza offrire loro una reale connessione con il mondo produttivo.

Le istituzioni scolastiche locali provano a tamponare l'emergenza stringendo convenzioni last minute, ma la qualità dell'esperienza formativa ne risente inevitabilmente. Senza una cabina di regia nazionale che monitori realmente l'efficacia dei tirocini, il rischio concreto è che l'alternanza si trasformi nell'ennesimo adempimento burocratico svuotato del suo valore educativo originario.

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