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Bari, dirigente scolastica lascia l'istituto dopo nove anni

Dopo nove anni di guida, una dirigente scolastica a Bari saluta la sua scuola con una lettera e un coro. Ecco i dettagli della vicenda.

Bari, dirigente scolastica lascia l'istituto dopo nove anni

Nove anni trascorsi alla guida dello stesso istituto comprensivo lasciano un segno profondo nella comunità educante. A Bari, una dirigente scolastica ha deciso di affidare a una lettera aperta il proprio commiato, prima di assumere dal prossimo primo settembre la guida di un prestigioso liceo scientifico cittadino.

Il passaggio di consegne non si è limitato ai consueti adempimenti burocratici o ai saluti formali nei corridoi. I docenti dell'istituto hanno voluto organizzare una sorpresa collettiva, interpretando una versione corale del brano "Per sempre sì" di Sal Da Vinci per accompagnare gli ultimi giorni di servizio della preside nel plesso.

Le immagini dell'esibizione musicale, riprese in un video diventato rapidamente virale tra le chat del personale scolastico e le piattaforme social, documentano un clima di forte partecipazione emotiva. Ma cosa spinge una comunità scolastica a tributare un simile riconoscimento a un dirigente?

La risposta va ricercata nella complessità della macchina amministrativa e pedagogica odierna. Secondo i recenti dati dell'Osservatorio Nazionale sulla Dirigenza Scolastica, un preside su tre gestisce istituti complessi costituiti da più plessi distribuiti sul territorio, spesso dislocati in quartieri periferici o a forte rischio educativo. In questo scenario, la continuità della leadership — sancita spesso dal superamento del vincolo quinquennale di permanenza negli incarichi — si rivela il principale fattore di stabilità organizzativa. La normativa di riferimento, in particolare il Decreto Legislativo n. 165/2001 e le successive modifiche introdotte dal CCNL dell'Area Istruzione e Ricerca, disciplina i criteri di mobilità interregionale e intraregionale dei dirigenti, sottolineando l'importanza di bilanciare le esigenze di rinnovamento delle istituzioni scolastiche con il valore strategico della continuità progettuale avviata nel corso del primo mandato.

"Lasciare una scuola dopo quasi un decennio significa chiudere un capitolo fatto di progetti condivisi, emergenze superate e una crescita comune che va ben oltre i risultati didattici."

La gestione di un istituto comprensivo richiede competenze complesse, che spaziano dalla pianificazione amministrativa alla gestione delle relazioni umane con famiglie e personale docente. A ciò si aggiunge la complessa rendicontazione legata ai fondi strutturali europei e agli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Un dirigente scolastico si trova oggi a operare non solo come leader educativo, ma anche come Rup (Responsabile Unico del Progetto) per interventi di edilizia scolastica minore, digitalizzazione e contrasto alla dispersione scolastica, gestendo budget che in molti istituti comprensivi superano complessivamente il milione di euro nel triennio.

Per affrontare sfide così articolate, l'aggiornamento professionale continuo non riguarda unicamente i docenti, ma coinvolte in prima persona la figura apicale dell'istituto. Strumenti formativi avanzati e percorsi di alta specializzazione, come quelli proposti da CEMFORM, offrono ai dirigenti e al personale amministrativo gli strumenti necessari per padroneggiare le novità in materia di contabilità pubblica, gestione del personale ATA e contrattazione integrativa d'istituto, riducendo i margini di contenzioso e ottimizzando i flussi di lavoro burocratico.

La scelta di trasferirsi in uno storico liceo cittadino rappresenta ora una nuova tappa professionale, che richiederà un cambio di passo nella gestione delle dinamiche tipiche della scuola secondaria di secondo grado. Se nell'istituto comprensivo la sfida principale risiede nell'accompagnare la transizione evolutiva degli alunni dai 3 ai 14 anni — coordinando tre ordini di scuola differenti (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) —, nel liceo scientifico il focus si sposta inevitabilmente verso l'orientamento universitario, la progettazione di percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (PCTO) e la gestione di un'utenza adolescenziale caratterizzata da istanze e bisogni formativi marcatamente differenti.

Le reazioni del corpo docente testimoniano quanto la stabilità della leadership scolastica incida sul clima lavorativo quotidiano e sul benessere organizzativo, parametro ormai centrale anche nelle rilevazioni dell'INVALSI e nei processi di Autovalutazione d'Istituto (Rapporto di Autovalutazione - RAV). La transizione verso il nuovo incarico rappresenta un momento di bilancio per l'intera comunità di Bari, che ora attende l'assegnazione del nuovo dirigente da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, in vista dell'imminente avvio delle operazioni di avvio del prossimo anno scolastico e della complessa gestione delle nomine dei supplenti.

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