Le relazioni sindacali negli istituti scolastici non possono ridursi a un mero adempimento di facciata, privo di contenuti reali e di trasparenza. A ribadirlo con forza è il Tribunale del Lavoro di Catania, che con il decreto decisorio n. 19019/2026 ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione Gilda-Unams locale, dichiarando antisindacale la condotta della dirigente dell’Istituto Comprensivo “A. Malerba”. Al centro della controversia, decisa il 16 luglio e pubblicata il 17 luglio 2026, vi sono state la sistematica omessa informativa preventiva e successiva sulla contrattazione integrativa d'istituto per l'anno scolastico 2025/2026 e la reiterata mancata verbalizzazione degli incontri avvenuti tra le parti.
La pronuncia giudiziaria va ben oltre la singola vertenza territoriale, affrontando un nodo cruciale che spesso genera tensioni quotidiane tra i banchi degli uffici amministrativi e le rappresentanze dei lavoratori. Secondo il giudice, infatti, il rifiuto di mettere a verbale i confronti e l'assenza di dati completi costituiscono un ostacolo concreto all'azione sindacale, calpestando il principio fondamentale secondo cui le parti nei tavoli negoziali operano in una posizione di effettiva parità. Ma cosa succede quando la controparte datoriale decide unilateralmente di escludere il sindacato dai passaggi decisionali preliminari? Il provvedimento stabilisce chiaramente che la trasparenza non rappresenta una gentile concessione, bensì un preciso obbligo di legge.
La decisione del tribunale e la tutela delle prerogative
Il decreto impone alla dirigenza scolastica non solo di cessare la condotta lesiva e di rimuoverne gli effetti, ma anche di pubblicare il provvedimento sul portale specializzato "Tecnica della Scuola" interamente a spese dell'istituto. Una misura pensata appositamente per ripristinare l'immagine e la credibilità dell'organizzazione sindacale colpita nei propri diritti costituzionali. L'azione legale, condotta con rigore dagli avvocati Concetto Ferrarotto e Gelsomina Scivoli e supportata attivamente dalla componente RSU Laura Fiscihella, ha dimostrato quanto sia determinante la documentazione puntuale delle trattative per evitare abusi di potere all'interno delle autonomie scolastiche.
La contrattazione non può essere ridotta a un passaggio formale, né può svolgersi senza informazioni complete, trasparenza e corretta verbalizzazione.
La Federazione provinciale, guidata dal coordinatore Giorgio La Placa, ha inoltre sollecitato un intervento tempestivo dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, già informato in passato sulle criticità registrate nel plesso catanese e al centro di un'attività ispettiva i cui esiti non sono ancora stati resi pubblici. La vicenda riaccende i riflettori sulla necessità di una governance scolastica basata sul rispetto reciproco, dove la tutela del personale docente e ATA passi necessariamente attraverso il riconoscimento pieno delle regole contrattuali e della dignità professionale di chi rappresenta i lavoratori ogni giorno.
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