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Gilda vince al Tribunale di Bari per condotta antisindacale

Il Tribunale di Bari condanna una dirigente scolastica per condotta antisindacale dopo il ricorso della Gilda degli Insegnanti.

Gilda vince al Tribunale di Bari per condotta antisindacale

Il Tribunale Ordinario di Bari, con il decreto del 30 luglio 2026 registrato al numero R.G. 9118/2026, ha emesso un provvedimento che fa giurisprudenza nei rapporti sindacali all'interno degli istituti scolastici. I giudici della sezione lavoro hanno accolto integralmente il ricorso presentato dalla Federazione Gilda Unams di Bari, assistita dall'avvocato Michele Ursini, contro la condotta della dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Statale "IV Novembre Mercadante" di Altamura.

La vertenza giudiziaria nasce da una gestione definita unilaterale e opaca delle relazioni sindacali in sede di contrattazione integrativa d'istituto per l'anno scolastico 2025/2026. L'amministrazione scolastica ha sistematicamente ignorato gli obblighi di informativa preventiva previsti dal CCNL Scuola, omettendo la trasmissione della documentazione necessaria e rifiutando il confronto sulle richieste formali relative alla precedente contrattazione e all'impiego delle economie del Fondo d'Istituto.

Un aspetto centrale dell'ordinanza riguarda la palese violazione dell'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300/1970), lo strumento giuridico d'elezione per reprimere i comportamenti antisindacali del datore di lavoro, in questo caso applicato alla pubblica amministrazione e al settore scolastico. Secondo i dati emersi dal monitoraggio delle sezioni lavoro nei tribunali del Mezzogiorno, il contenzioso legato alle relazioni sindacali negli istituti scolastici ha registrato un incremento stimato intorno al 18% negli ultimi due anni, evidenziando una crescente tensione tra la spinta centralizzatrice di alcune dirigenze e le prerogative costituzionali e contrattuali delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e delle sigle territoriali.

La scuola pubblica e democratica si fonda sul dialogo costruttivo e sulla parità dei ruoli, non sulla gestione unilaterale.

Le criticità messe nero su bianco nel ricorso non si limitano agli aspetti procedurali della contrattazione. Nel mirino sono finite carenze organizzative rilevanti, come la mancata definizione del monte ore RSU e dei servizi minimi da garantire in caso di sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali. A questo si aggiungono l'assenza di criteri trasparenti per l'assegnazione del personale ai diversi plessi, la gestione confusa delle ore cosiddette "buco" e il mancato riconoscimento del diritto alla disconnessione per i dipendenti.

Le ripercussioni pratiche di una simile deriva gestionale si riflettono direttamente sulla qualità della vita professionale di docenti e personale ATA. L'assenza di un quadro normativo d'istituto chiaro e condiviso genera spesso disparità di trattamento, sovraccarichi di lavoro non retribuiti e un clima di incertezza che incide negativamente sul benessere organizzativo. Per i docenti, la mancata trasparenza nella distribuzione dei carichi di lavoro e dei progetti si traduce in un logoramento quotidiano, mentre per il personale ATA la confusione nell'assegnazione delle mansioni e dei turni compromette la regolare erogazione dei servizi scolastici essenziali. In questo scenario, l'intervento della magistratura non ristabilisce soltanto la legalità formale, ma tutela concretamente i carichi di lavoro e la dignità professionale degli operatori scolastici.

Anche il capitolo economico ha spinto il giudice a intervenire con severità. La ripartizione delle risorse del FIS è risultata squilibrata e priva di criteri oggettivi, una criticità estesa pure all'allocazione dei fondi legati ad "Agenda Sud", ai Programmi Nazionali e ai progetti del PNRR. Tali fondi comunitari e nazionali, lo ricordiamo, sono vincolati a rigorosi obiettivi di rendicontazione e trasparenza, la cui violazione espone l'amministrazione non solo a sanzioni disciplinari e contabili, ma anche al blocco dei finanziamenti destinati al contrasto della dispersione scolastica e all'innovazione digitale.

Per i dirigenti scolastici e i docenti interessati ad approfondire le normative sulla contrattazione d'istituto, la gestione dei fondi comunitari e la prevenzione del contenzioso, l'offerta formativa e di aggiornamento proposta da CEMFORM.it rappresenta un punto di riferimento fondamentale, offrendo percorsi mirati per comprendere appieno i confini legali della dirigenza e le tutele del personale. Il decreto del tribunale ordina quindi la cessazione immediata del comportamento antisindacale, l'annullamento dei suoi effetti pratici e la condanna dell'amministrazione al pagamento delle spese processuali, fissando un precedente fondamentale che farà scuola a livello nazionale.

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Fonti: GILDA
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