Formazione & Certificazioni

CCNL scuola: la proposta del CNDDU per stipendi legati al costo della vita

Il CNDDU chiede stipendi legati al costo della vita nel nuovo CCNL per ridurre il divario regionale.

CCNL scuola: la proposta del CNDDU per stipendi legati al costo della vita

Il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027 si preannuncia come uno spartiacque decisivo per il futuro del personale scolastico. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha sollevato una questione di primaria importanza: l'attuale struttura retributiva non tiene conto delle profonde disparità nel costo della vita tra le diverse aree geografiche del Paese, penalizzando i docenti che operano nelle grandi metropoli o in zone ad alto tasso di inflazione.

La proposta avanzata dal CNDDU punta all'introduzione di un "indice di equità territoriale", uno strumento capace di modulare le retribuzioni in base al reale potere d'acquisto nelle diverse province italiane. L'obiettivo non è creare una scuola a due velocità, ma riconoscere che il medesimo stipendio nominale si traduce in condizioni di vita radicalmente differenti a seconda che il docente presti servizio a Milano, Roma o in un piccolo centro del Sud Italia.

Oltre gli aumenti lineari: welfare e riconoscimento professionale

Il dibattito sul CCNL scuola non si esaurisce però nella sola dimensione economica. Il CNDDU sottolinea come il nuovo contratto debba affrontare con coraggio il tema del welfare professionale e del riconoscimento del lavoro sommerso. Molte delle attività svolte quotidianamente dai docenti, dalla progettazione didattica alla gestione dei rapporti con le famiglie, rimangono spesso al di fuori di un inquadramento contrattuale chiaro e adeguatamente retribuito.

Il rinnovo del CCNL deve andare oltre gli aumenti lineari, affrontando le disuguaglianze territoriali e il valore sociale del lavoro docente.

Il sindacato evidenzia come sia necessario un cambio di paradigma: la scuola non può più contare esclusivamente sulla dedizione individuale del personale per colmare le lacune del sistema. La proposta di legare le retribuzioni al costo della vita si inserisce in una visione più ampia, che mira a rendere la professione docente nuovamente attrattiva, contrastando il fenomeno della fuga dalle cattedre nelle aree dove il costo degli affitti e dei servizi primari rende insostenibile la permanenza per chi percepisce lo stipendio tabellare nazionale.

In attesa che il tavolo negoziale tra le parti sociali e il Ministero entri nel vivo, resta centrale la necessità di valorizzare le competenze del personale. In un contesto in cui la carriera docente richiede un aggiornamento costante, il possesso di certificazioni riconosciute continua a rappresentare un elemento fondamentale per migliorare il proprio punteggio nelle graduatorie e, di riflesso, la propria posizione professionale all'interno del sistema scolastico.

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