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Disabilità e discriminazione: il punto di Salvatore Nocera

La nuova pubblicazione edita da La Vita Felice analizza disabilità e discriminazione nella scuola. Leggi l'analisi di Salvatore Nocera.

Disabilità e discriminazione: il punto di Salvatore Nocera

Parlare di disabilità e discriminazione tra i banchi di scuola non significa soltanto applicare freddamente i decreti ministeriali, ma fare i conti ogni giorno con un sistema che spesso arranca. L'editore milanese “La Vita Felice” ha dato alle stampe una nuova pubblicazione che affronta questo nodo cruciale, offrendo spunti di riflessione per chi vive il mondo dell'istruzione dall'interno.

La segnalazione di questa novità editoriale arriva direttamente dal professor Salvatore Nocera, figura storica e punto di riferimento imprescindibile per l'inclusione scolastica nel nostro Paese. Il testo mette nero su bianco le criticità che docenti, dirigenti e famiglie incontrano quando i diritti sulla carta si scontrano con la dura realtà quotidiana degli istituti italiani, un divario che spesso si traduce in contenziosi legali e ricorsi ai TAR da parte dei genitori.

Entrando nel dettaglio del quadro normativo, basti pensare all'evoluzione introdotta dal Decreto Legislativo n. 66/2017 e dalle successive correzioni del D.Lgs. N. 96/2019, che hanno ridisegnato i profili di inclusione e introdotto il nuovo Profilo di Funzionamento basato sull'ICF (International Classification of Functioning). Nonostante l'impianto teorico sia avanzato, l'applicazione pratica sconta ritardi cronici nella stesura dei PEI (Piani Educativi Individualizzati) e nella quantificazione delle ore di sostegno, spesso assegnate più in base ai vincoli di bilancio delle singole Regioni e degli Uffici Scolastici Regionali che sulle reali necessità certificate dall'INPS e dalle Unità Valutative Multidisciplinari.

La scuola inclusiva non è un traguardo raggiunto, ma un cantiere aperto che richiede competenze specifiche e una vigilanza costante contro ogni forma di discriminazione.

I dati forniti dall'ISTAT e dall'Osservatorio Scolastico permanente confermano questo quadro di luci e ombre: se da un lato si registra una crescita costante degli alunni con disabilità — che oggi superano abbondantemente le 300.000 unità, pari a oltre il 4% della popolazione studentesca complessiva — dall'altro persistono gravi criticità strutturali. Più di un terzo degli edifici scolastici italiani risulta ancora privo di rampe o ascensori adeguati, e la percentuale di docenti di sostegno privi di specifica specializzazione (che coprono le cattedre tramite graduatorie incrociate o messe a disposizione) rimane drammaticamente alta, superando in alcune aree del Centro-Nord il 30-40% del totale dei posti assegnati.

Ma cosa comporta tutto questo per chi lavora ogni giorno in classe? La risposta chiama in causa la preparazione del personale scolastico, chiamato a gestire bisogni educativi sempre più complessi senza lasciare nessuno indietro. Troppo spesso la normativa sulla disabilità rischia di rimanere lettera morta se manca una solida consapevolezza pedagogica e giuridica tra i docenti curricolari e di sostegno, i quali si trovano spesso a operare in solitudine, privi di un reale raccordo con i consigli di classe e con il personale ATA, fondamentale per l'assistenza igienica e materiale ma anch'esso cronicamente sottodimensionato.

Le famiglie continuano a denunciare barriere, non solo architettoniche ma culturali, che impediscono una reale partecipazione alla vita scolastica dei propri figli. Episodi di discriminazione indiretta, come la riduzione surrettizia dell'orario scolastico per carenza di personale o l'esclusione sistematica dai viaggi d'istruzione per la mancata previsione di piani di accessibilità, rappresentano violazioni gravi del principio di non discriminazione sancito sia dalla Costituzione Italiana (articoli 3 e 34) sia dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall'Italia con la Legge n. 18/2009.

Di fronte a questo scenario, approfondire i temi della discriminazione e dei diritti diventa un passo obbligato per chiunque concepisca la professione docente come un presidio di civiltà e democrazia costituzionale. La formazione continua non deve essere vista come un mero adempimento burocratico per l'aggiornamento delle graduatorie, ma come l'unico antidoto reale alla ghettizzazione e all'insuccesso formativo, valorizzando pienamente il Progetto Individuale di vita dello studente discente.

Per approfondire: CEMFORM propone eCampus Specializzazione Sostegno — un percorso mirato per acquisire le competenze teoriche e pratiche indispensabili per gestire al meglio l'inclusione degli alunni con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado.

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