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Divieto cellulari a scuola: le nuove regole per studenti e docenti

Il Ministero dell'Istruzione stringe le maglie sull'uso dei cellulari: cosa cambia in classe.

Divieto cellulari a scuola: le nuove regole per studenti e docenti

Photo by Danik Prihodko on Pexels

La gestione dei dispositivi elettronici in aula è diventata una priorità assoluta per il Ministero dell'Istruzione, che ha deciso di intervenire con fermezza per contrastare le distrazioni e garantire la regolarità delle prove d'esame. Un caso emblematico, verificatosi durante le recenti prove di Maturità, ha visto uno studente sospeso e bocciato per aver utilizzato il telefono cellulare durante lo svolgimento dello scritto, confermando la linea di tolleranza zero adottata dagli uffici scolastici.

A partire da settembre 2025, il quadro normativo è stato ulteriormente rafforzato per l'intero secondo ciclo di istruzione. Il riferimento normativo è duplice: la nota ministeriale n. 5274 dell'11 luglio 2024 e la successiva Circolare n. 3392 del 16 giugno 2025. Questi documenti sanciscono il divieto di utilizzare il telefono cellulare a scuola, limitando le eccezioni esclusivamente a finalità didattiche, di inclusione o di ricerca, sempre sotto la stretta supervisione del docente.

Le implicazioni del divieto per la didattica

Il provvedimento non mira solo a reprimere l'uso improprio dei dispositivi durante le verifiche, ma punta a una riqualificazione dell'ambiente di apprendimento. La normativa specifica che l'uso dei device deve essere funzionale al progetto educativo, evitando che il mezzo tecnologico diventi un elemento di distrazione o, peggio, uno strumento per violare l'integrità delle valutazioni scolastiche.

Il Ministero dell'Istruzione non transige: l'uso del cellulare durante le prove d'esame comporta sanzioni severe, arrivando fino all'annullamento della prova e alla bocciatura.

Per il personale docente e ATA, queste disposizioni richiedono una maggiore vigilanza e una gestione consapevole delle tecnologie in classe. La formazione diventa quindi un pilastro fondamentale: non basta vietare, occorre integrare correttamente gli strumenti digitali nel percorso formativo, garantendo che le competenze tecnologiche siano utilizzate in modo etico e produttivo, in linea con le direttive ministeriali che promuovono una scuola sempre più orientata alla cittadinanza digitale responsabile.

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