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Domanda 150 preferenze GPS senza aggiornamento: si può fare?

Chi non ha aggiornato le GPS può presentare la domanda per le 150 preferenze e concorrere alle supplenze? Ecco le regole per i docenti.

Domanda 150 preferenze GPS senza aggiornamento: si può fare?

Un errore di distrazione, una scadenza dimenticata o la convinzione di non dover toccare nulla perché la propria posizione in graduatoria era già solida. Sono tanti i motivi che spingono ogni anno diversi docenti a saltare l'aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, ritrovandosi poi a un passo dal momento cruciale delle convocazioni con il fiato sospeso.

Analizzando il fenomeno su scala nazionale, le statistiche dei sindacati della scuola evidenziano come a ogni aggiornamento biennale almeno una percentuale stimata tra il 3% e il 5% degli iscritti incorra in omissioni formali. Spesso parliamo di docenti di ruolo o di supplenti storici che, concentrati sull'attività didattica quotidiana o convinti che lo status quo non richiedesse adempimenti, trascurano i decreti ministeriali di indizione.

La questione riguarda nello specifico chi, pur trovandosi già inserito in prima fascia per il biennio 2024/2026, ha omesso di presentare l'istanza per la permanenza o l'aggiornamento. Quando si apre la finestra telematica per la scelta delle 150 preferenze finalizzate all'attribuzione degli incarichi di supplenza al 31 agosto o al 30 giugno, il sistema ministeriale solleva dubbi legittimi in chi non ha completato i passaggi precedenti.

Entrando nel dettaglio del quadro normativo, l'Ordinanza Ministeriale di riferimento — la cui stesura segue rigorosamente i dettami della Legge n. 124/1999 e successive modificazioni, oltre ai regolamenti sulle supplenze di cui al D.M. N. 131/2007 — stabilisce che l'inserimento nelle GPS ha durata biennale. L'articolo che disciplina l'aggiornamento specifica chiaramente che la mancata presentazione dell'istanza nei termini perentori indicati dall'Avviso ministeriale comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze per il biennio di riferimento dalle graduatorie stesse.

Le regole dettate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito in merito alle procedure di supplenza parlano chiaro, ma la burocrazia scolastica riserva spesso margini interpretativi che confondono gli aspiranti. Chi non ha confermato la propria presenza o non ha aggiornato i punteggi tramite la procedura dedicata rischia l'esclusione dai turni di nomina informatizzati, vanificando mesi o anni di servizio accumulati sul campo.

Un caso emblematico è quello del docente che, pur vantando anni di supplenze su spezzoni o cattedre intere, dimentica di flaggare la casella di "permanenza" o "aggiornamento" sulla piattaforma Polis Istanze Online. Il sistema informatico gestito da Sogei, che elabora gli algoritmi per le nomine provinciali, non riconosce la posizione attiva del docente se quest'ultimo non ha validato digitalmente la propria istanza entro lo spirare dei termini, solitamente fissati in poche settimane all'inizio della primavera.

La mancata presentazione dell'istanza nei termini stabiliti preclude l'accesso alle procedure di attribuzione degli incarichi, spezzando la continuità lavorativa di chi attendeva il turno di nomina.

Le conseguenze pratiche di questa distrazione si ripercuotono direttamente sull'organizzazione economica e professionale del docente. Senza l'inserimento attivo nelle GPS, l'aspirante professore perde il diritto a partecipare alle tre fasi principali delle nomine: il turno principale per le supplenze annuali (al 31 agosto) e fino al termine delle attività didattiche (al 30 giugno), l'eventuale turno di accodamento e persino la possibilità di gestire in modo efficiente le cosiddette "MAD" (Messa a Disposizione), oggi fortemente limitate e regolate da interpelli specifici introdotti dalle recenti riforme sulla gestione delle supplenze brevi e saltuarie.

Tuttavia, l'esclusione temporanea dal biennio non rappresenta una condanna definitiva alla inattività scolastica, purché si trasformi in uno stimolo per riorganizzare la propria strategia di posizionamento in vista del futuro riaprirsi delle finestre di inserimento. In un contesto altamente competitivo in cui la graduatoria scorre al millesimo di punto, ogni singolo titolo culturale e professionale fa la differenza tra l'essere convocati a settembre e il rimanere a casa.

Per recuperare terreno e farsi trovare pronti per i prossimi aggiornamenti delle graduatorie, accumulare punteggio extra con le giuste certificazioni rappresenta una mossa strategica fondamentale per scalare la classifica e blindare la propria cattedra.

I docenti più previdenti utilizzano i mesi di pausa o di attesa per potenziare il proprio curriculum formativo. Le tabelle di valutazione dei titoli delle GPS, infatti, premiano costantemente le competenze informatiche, linguistiche e i master di perfezionamento. Avere un profilo ricco di certificazioni riconosciute dal Ministero permette di compensare eventuali periodi di vuoto di servizio e di guadagnare posizioni preziose rispetto ai colleghi.

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