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DSGA sotto pressione: la Corte dei Conti ridisegna le responsabilità

Oltre 6mila DSGA affrontano nuove responsabilità secondo la Corte dei Conti. ANIEF chiede una revisione della governance scolastica.

DSGA sotto pressione: la Corte dei Conti ridisegna le responsabilità

Photo by Gera Cejas on Pexels

Le segreterie scolastiche italiane reggono su equilibri sempre più fragili, dove ogni nuovo adempimento burocratico rischia di trasformarsi in un contenzioso contabile. Oltre 6.000 Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi si trovano oggi a gestire un carico operativo enorme, amplificato da un orientamento della magistratura contabile che allarga visibilmente il perimetro dei loro obblighi di controllo e vigilanza.

La questione è esplosa dopo le ultime pronunce che ridefiniscono il ruolo del personale direttivo amministrativo all'interno degli istituti autonomi. Non si tratta soltanto di far quadrare i bilanci dei progetti PNRR o di gestire le supplenze brevi tramite la piattaforma ministeriale, ma di rispondere in prima persona di irregolarità spesso figlie di una carenza cronica di organico e di una complessità normativa cresciuta a dismisura negli anni recenti.

Analizzando i dati forniti dalle principali organizzazioni sindacali, emerge che oltre il 40% delle istituzioni scolastiche opera cronicamente sotto organico negli uffici di via amministrativa. Questo significa che un singolo assistente amministrativo si trova spesso a gestire competenze trasversali complesse — dalla ricostruzione di carriera dei docenti alla gestione negoziale dei fondi strutturali europei — senza disporre di quella specializzazione giuridica che le recenti sentenze della Corte dei Conti paiono invece dare per scontata.

La Corte dei Conti traccia un perimetro che aumenta i rischi professionali per chi gestisce la macchina amministrativa della scuola.

Il cortocircuito normativo affonda le radici nella sovrapposizione tra il D.Lgs. 165/2001 sul pubblico impiego e le specificità del comparto scuola, regolato da decreti interministeriali spesso datati ma gravati da circolari applicative recentissime e talvolta in contrasto tra loro. Quando un DSGA appone il visto di regolarità contabile su un mandato di pagamento o su un decreto di acquisto tramite MePA, la giurisprudenza tende a configurare una "culpa in vigilando" anche nei casi in cui l'errore materiale sia imputabile a piattaforme digitali ministeriali malfunzionanti o a errori a cascata commessi da personale non di ruolo.

Di fronte a questo scenario, la reazione dei sindacati non si è fatta attendere. Marcello Sorrentino, esponente di punta dell'ANIEF, ha rilanciato con forza la necessità di una revisione complessiva della governance scolastica, puntando il dito contro un sistema che scarica sui lavoratori apicali responsabilità sproporzionate rispetto alle tutele e ai compensi effettivamente riconosciuti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Il nodo centrale riguarda la sproporzione tra i poteri decisionali e i rischi sanzionatori. Chi lavora negli uffici di segreteria sa bene quanto sia difficile districarsi tra circolari ministeriali spesso contraddittorie e scadenze serrate, operando spesso con assistenti amministrativi precari e privi della necessaria formazione specifica per affrontare la digitalizzazione spinta della pubblica amministrazione.

Le conseguenze di questo clima di incertezza giuridica si riflettono direttamente sulla qualità dell'offerta formativa e sul benessere organizzativo dell'intero istituto. Quando la segreteria è paralizzata dalla paura dell'errore formale e del conseguente giudizio di responsabilità erariale, rallentano le procedure di gara, slittano i pagamenti ai fornitori e si dilatano i tempi di risposta alle famiglie. Anche il corpo docente avverte questo scollamento, trovandosi spesso a fare i conti con ritardi burocratici nella gestione delle pratiche di mobilità, dei permessi legge 104 o nell'emissione dei decreti di pensione.

Mentre i tavoli negoziali restano aperti sui prossimi rinnovi contrattuali, la categoria chiede interventi normativi urgenti per delimitare chiaramente le colpe d'ufficio ed evitare che la gestione quotidiana di una scuola si trasformi in un percorso a ostacoli giudiziari. Senza una riforma strutturale della dirigenza amministrativa, il rischio concreto è la fuga di personale qualificato verso altri comparti statali meno esposti, come i ministeri centrali o gli enti locali, dove a parità di inquadramento economico le responsabilità contabili risultano nettamente inferiori.

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