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Educazione civica e discipline giuridiche: la richiesta del CNDDU

Il CNDDU chiede al Ministero di potenziare la classe di concorso A-46 per l'Educazione civica e la prevenzione del bullismo nelle scuole.

Educazione civica e discipline giuridiche: la richiesta del CNDDU

Photo by Mehmet Turgut Kirkgoz on Pexels

La gestione dell'Educazione civica e la prevenzione del disagio giovanile richiedono competenze specifiche che spesso faticano a trovare il giusto spazio nei programmi scolastici. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Uomini (CNDDU) ha formalmente chiesto al Ministero dell'Istruzione e del Merito un deciso potenziamento della classe di concorso A-46, dedicata alle Scienze giuridico-economiche. Ma come si inserisce questa richiesta nel panorama attuale degli istituti superiori?

Secondo il sindacato, l'aumento delle responsabilità affidate alla scuola in materia di cittadinanza digitale e contrasto alle discriminazioni stride con la contrazione delle ore riservate al diritto e all'economia in diverse aree del Paese. La legge n. 92 del 2019 fissa a trentatré le ore annuali obbligatorie per questa materia, affidandone la titolarità nella secondaria di secondo grado ai docenti abilitati nelle discipline giuridiche ed economiche presenti nell'organico. L'interdisciplinarità non deve però trasformarsi in un pretesto per svuotare di significato e professionalità le competenze specialistiche.

Analizzando l'architettura normativa introdotta dalla riforma sull'Educazione civica, emerge chiaramente come il legislatore avesse previsto un impianto basato sulla contitolarità e sul coordinamento collegiale. Tuttavia, l'applicazione pratica nei consigli di classe ha spesso delegittimato i docenti specialisti della classe A-46 a favore di una frammentazione dei moduli didattici. Molti istituti tecnici e professionali, storicamente roccaforti di questi insegnamenti, hanno registrato Negli anni recenti una progressiva erosione del monte ore complessivo, penalizzati da riduzioni d'orario nei piani di studio e da una flessibilità organizzativa spinta all'eccesso che non sempre tutela la qualità dell'offerta formativa.

Le ripercussioni di questo ridimensionamento non si riflettono unicamente sulla tenuta occupazionale dei docenti di ruolo e precari, ma incidono direttamente sulla preparazione degli studenti. In un'epoca caratterizzata da complesse dinamiche socio-economiche, la comprensione dei meccanismi di base del mercato del lavoro, dei contratti, della fiscalità e dei diritti fondamentali non può essere ridotta a una somministrazione episodica di concetti astratti. Le indagini OCSE-PISA evidenziano periodicamente lacune significative nell'alfabetizzazione finanziaria e giuridica dei quindicenni italiani, un gap che trova una correlazione diretta proprio con la marginalizzazione delle materie economiche e del diritto nei curricoli del primo biennio delle superiori.

La conoscenza di Costituzione, diritti, doveri e responsabilità giuridica rappresenta uno strumento indispensabile di fronte a fenomeni complessi come la diffusione non autorizzata di immagini online e le violazioni della privacy tra i banchi.

Accanto alla dimensione economica, il nodo centrale sollevato dal CNDDU riguarda la prevenzione della devianza minorile e la promozione della legalità. Episodi di cyberbullismo, reati predatori digitali, truffe online e violazioni del copyright vedono spesso protagonisti giovanissimi inconsapevoli delle conseguenze penali e civili delle proprie azioni. Affidare la trattazione di questi temi a docenti privi di un solido background giuridico rischia di produrre interventi superficiali, privi di quel rigore concettuale e metodologico che solo un percorso di studi specialistico può garantire. La scuola secondaria superiore italiana necessita di una governance formativa solida, capace di trasformare le enunciazioni di principio della Carta costituzionale in competenze di cittadinanza attiva e consapevole.

L'appello si rivolge direttamente al ministro Giuseppe Valditara e alla sottosegretaria Paola Frassinetti. La richiesta concreta prevede una ricognizione nazionale sugli organici e sul monte ore effettivo della A-46 per comprendere l'andamento della presenza di queste materie negli anni scolastici recenti. Si punta inoltre a consolidare l'insegnamento laddove già attivo e a valutarne l'estensione verso indirizzi che attualmente ne risultano sprovvisti, come i licei tradizionali, dove l'assenza di un insegnamento autonomo di diritto ed economia priva gli studenti di chiavi di lettura fondamentali per decodificare la realtà contemporanea.

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