La stagione delle uscite didattiche e dei viaggi d'istruzione si muove da tempo su un terreno complesso, dove la responsabilità civile e penale del personale scolastico rappresenta un nodo gordiano mai del tutto risolto. Organizzare una semplice visita guidata fuori città richiede oggi una serie di adempimenti burocratici che spesso scoraggiano i docenti più prudenti.
I dati forniti dalle principali associazioni di categoria parlano chiaro: negli ultimi tre anni si è registrata una contrazione del 15% delle proposte di viaggi di istruzione plurigiornalieri, imputabile non tanto a motivazioni economiche delle famiglie, quanto al timore, da parte dei consigli di classe, di assumersi rischi sproporzionati rispetto al proprio ruolo educativo. In questo scenario di forte incertezza, il quadro giuridico di riferimento ha subito un'evoluzione significativa volta a ridefinire i confini della colpa e del dovere di vigilanza.
Con l'articolo 5 del decreto 127 del 2025, il legislatore è intervenuto sul precedente quadro normativo, modificando nello specifico l'articolo 108 del decreto 36 del 2023. L'obiettivo dichiarato è quello di innalzare il livello di tutela per i minori durante gli spostamenti organizzati dalle singole istituzioni scolastiche. Ma chi si occupa concretamente di controllare che i pullman e i vettori rispettino tutti i parametri di sicurezza stradale prima della partenza?
Entrando nel merito delle novità introdotte dalla recente normativa, l'obbligo di controllo non si limita più alla mera richiesta di regolarità della documentazione aziendale. Le scuole sono chiamate a verificare rigorosamente la tipologia di mezzi impiegati, l'anzianità del parco veicolare, il rispetto dei tempi di guida e di riposo degli autisti — regolamentati a livello europeo dal tachigrafo — e la presenza di tutti i dispositivi di sicurezza passiva ed attiva a bordo. Questo significa che il docente referente, spesso coadiuvato dal Dirigente Scolastico, deve pretendere certificazioni aggiornate che attestino la perfetta efficienza meccanica del pullman pochi giorni, se non ore, prima dell'effettivo imbarco degli studenti.
Le nuove disposizioni impongono un giro di vite sulle verifiche preventive dei mezzi di trasporto. Dirigenti scolastici e docenti accompagnatori si trovano a dover gestire adempimenti più stringenti, che coinvolgono direttamente le ditte di autonoleggio e gli operatori turistici. La norma punta a responsabilizzare l'intera filiera dell'accoglienza e della mobilità dedicata alla scuola.
Le implicazioni pratiche per il personale amministrativo e tecnico (ATA) e per i docenti sono immediate. Spesso privi di competenze ingegneristiche o giuridico-trasportistiche, i lavoratori della scuola avvertono l'esigenza di percorsi di formazione mirati. Non basta più affidarsi alla consuetudine o alla buona fede dell'agenzia viaggi di fiducia: occorre protocollare ogni singolo passaggio, archiviare i riscontri e redigere verbali di controllo preventivo che possano costituire uno scudo difensivo in caso di contenzioso. In questo senso, molte istituzioni scolastiche stanno rivedendo i propri regolamenti interni d'istituto, inserendo protocolli operativi standardizzati che definiscono chiaramente ruoli e responsabilità prima di ogni partenza.
La sicurezza dei viaggi d'istruzione non può più essere affidata a controlli superficiali o a prassi burocratiche prive di riscontri oggettivi sul campo.
Dal punto di vista delle ditte di trasporto, le reazioni sono miste. Se da un lato le aziende serie e strutturate accolgono con favore norme che tagliano fuori la concorrenza sleale basata su altezze di costo anomale e scarsa manutenzione, dall'altro si segnalano criticità logistiche legate ai tempi stretti con cui le scuole riescono a completare l'iter autorizzativo. Il rischio concreto è che un ingolfamento burocratico dell'ultimo minuto porti a cancellazioni improvvise o a contenziosi commerciali tra istituti e vettori.
Resta da capire come gli istituti scolastici, spesso alle prese con organici ridotti all'osso in segreteria, riusciranno a far fronte a questo carico supplementare di verifiche tecniche. La gestione amministrativa delle uscite richiede competenze specifiche che vanno ben oltre la mera pianificazione didattica del percorso culturale o naturalistico.
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