L'ingresso nel mondo della scuola, sia per il personale docente che per quello ATA, potrebbe presto essere segnato da un momento di solenne impegno civile. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha infatti avanzato la proposta di introdurre un giuramento di fedeltà alla Repubblica per tutti i neoassunti nel comparto pubblico, inclusi i lavoratori del settore scolastico. L'iniziativa si inserisce nel più ampio disegno di legge sul "Merito nella PA", attualmente al vaglio del Senato dopo aver ottenuto il via libera dalla Camera dei Deputati.
L'obiettivo dichiarato dal Ministro è quello di rafforzare l'identità dei lavoratori del settore pubblico, promuovendo l'idea del "civil servant" come figura centrale al servizio della collettività. Non si tratta soltanto di un atto formale, ma di un segnale culturale volto a valorizzare il senso di appartenenza allo Stato e la responsabilità etica che deriva dall'esercizio di una funzione pubblica, pilastri fondamentali per chi opera quotidianamente nelle istituzioni scolastiche.
Il cronoprogramma del disegno di legge sul merito
Il percorso legislativo del provvedimento è monitorato con attenzione dalle sigle sindacali, come UIL Scuola e CISL Scuola, che valutano l'impatto delle nuove norme sulla gestione del personale. Se l'iter parlamentare dovesse concludersi positivamente nei tempi previsti, il nuovo sistema di valutazione e promozione per i dipendenti pubblici, che accompagna la riforma, potrebbe diventare pienamente operativo a partire dal 1° gennaio 2027.
Il giuramento di fedeltà mira a consolidare il ruolo del dipendente pubblico come servitore dello Stato, ponendo l'etica e il merito al centro dell'azione amministrativa e didattica.
Oltre alla valenza simbolica del giuramento, il disegno di legge pone l'accento sulla necessità di un apparato burocratico più efficiente e orientato ai risultati. Per docenti e personale ATA, questo scenario implica una crescente attenzione verso la formazione continua e l'aggiornamento delle competenze, requisiti necessari per rispondere alle sfide di una scuola moderna e in costante evoluzione. La valorizzazione del merito, dunque, non passerà solo per le dichiarazioni di intenti, ma attraverso un percorso di crescita professionale strutturato e certificato.
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